Elezioni a Perugia. Giubilei (centrosinistra): "Romizi ha fallito su strade, tasse e verde. Con noi si riparte"

In vista delle elezioni comunali Perugia del 26 maggio abbiamo intervistato il candidato a sindaco del centrosinistra

Giuliano Giubilei è il candidato del centrosinistra. Lo sostengono quattro liste: due civiche (Idee, persone Perugia-Giubilei sindaco, Rete Civica Perugia in Europa con GIubilei), Un'Altra Perugia (composta da Partito socialista, Articolo 1, Civici e Popolari) e quella del Partito democratico. 

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Che voto si dà al sindaco uscente e alla sua giunta?

 Si può valutare un gruppo di lavoro che ha proposto un progetto per la città, non chi si è occupato solo (e neanche troppo bene) di ordinaria amministrazione e dopo cinque anni mette al primo posto delle cose fatte l’aver cambiato le lampadine ai lampioni. La Giunta Romizi, inoltre, termina il mandato con una lunga lista di promesse elettorali non onorate: tasse non abbassate, strade in condizioni disastrose, “tassa di soggiorno” mai reinvestita a beneficio del sistema turistico. E poi pesa il niente di fatto sullo stadio Curi e sul PalaBarton, nonostante per quest’ultimo abbia ricevuto consistenti stanziamenti dalla Regione. Anche Mercato Coperto e Turreno, per i quali il Comune ha avuto aiuti economici molto ingenti da Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Regione, dopo cinque anni sono ancora chiusi e senza un progetto credibile. Malissimo quindi, diciamo non classificati. Anzi, rimandati all’opposizione.

Che cosa è mancato di più alla città in questi cinque anni?

La visione d’insieme e di largo orizzonte, il coraggio di operare scelte che lasciassero il segno sulla città. A Perugia è stato dato un indirizzo provinciale, che l’ha fatta chiudere in se stessa. Traduco: non è stato incentivato in alcun modo il turismo, le grandi manifestazioni che portano il nome di Perugia nel mondo come Umbria Jazz e Festival del Giornalismo hanno ricevuto scarsissima attenzione, ma tutte le risorse dell’offerta culturale sono state dedicate ad un evento, inventato a tavolino, che non porta visitatori da fuori città.

A Perugia serve un progetto per i prossimi 20 anni che coniughi lo sviluppo della città ad una rigenerazione del tessuto sociale. È necessario mettere in rete Comune istituti di alta formazione della città: le due Università, Accademia di Belle Arti, Conservatorio, Scuola di Giornalismo. A questo bisogna aggiungere servizi migliori e più accessibili, trasporto pubblico sostenibile ad alta frequenza, quartieri più vivibili. Perugia deve essere capace di mettere a frutto tutta la propria ricchezza economica, culturale, di talento e capitale umano.

Domanda di rito: i primi 100 giorni. In caso di elezione, che cosa farà la nuova giunta Giubilei e come verrà scelta la squadra?

Lavoreremo all’istituzione di “Consigli territoriali di partecipazione”. Sull’idea delle vecchie circoscrizioni, ma senza averne gli svantaggi, saranno organismi gratuiti, formati da cittadini ed eletti dai cittadini. Serviranno a comunicare le esigenze di tutti i territori della città all’amministrazione comunale. Dai progetti strutturali alla programmazione delle manutenzioni, per garantire ai quartieri migliori standard di vita e decoro urbano. Avranno anche un assessorato dedicato. In questo modo i cittadini torneranno ad essere protagonisti.

Inoltre ci metteremo subito al lavoro ad un vero progetto di mobilità sostenibile. La nostra idea sono bus di piccole dimensioni, meglio se elettrici, e una scala mobile da Porta Pesa a Piazza Piccinino. La priorità sarà comunque mettere a punto la Metropolitana di Perugia, mettendo in esercizio - con corse frequenti - le due linee ferroviarie che entrano in città: la ex Fcu dall’area Nord fino a Sant’Anna e la tratta di Trenitalia lungo il percorso Ponte San Giovanni-Fontivegge-ex Silvestrini.

Riprenderemo anche il ruolo che spetta a Perugia nei tavoli in cui si decide il costo delle bollette dei cittadini. Sarà l’avvio di un percorso per ottenere agevolazioni su Tari e Tosap per cittadini e imprese, rimodulare le tariffe dei parcheggi e dimezzare le rette degli asili, come misura concreta in favore delle famiglie.

I criteri per scegliere la squadra degli assessori? Saranno certamente le competenze e l’autorevolezza.

I collegamenti da e per Perugia, una nota dolente da sempre per la città? Come dovrebbe intervenire il Comune?

Aprirò una battaglia a tutto campo per avere finalmente collegamenti moderni e adeguati con Roma e Milano e porre fine all’isolamento di Perugia. Il Comune fa parte anche della società che gestisce l’Aeroporto internazionale San Francesco di Assisi, ma chi l’ha mai sentito prendere una posizione forte sullo scalo Umbro? Bisogna avere la capacità di rendere il nostro territorio più attrattivo, tramite un’offerta turistica potenziata e qualificata, sfruttando finalmente anche le opportunità del turismo congressuale, naturalistico e sportivo. Per questo mi sono impegnato, se sarò sindaco, a reinvestire progressivamente la "tassa di soggiorno" a beneficio del sistema turistico, per innescare la tendenza favorevole di cui parlavo. Con un territorio dal maggiore appeal turistico il potere contrattuale con le compagnie aeree sarà molto differente da quello attuale.

E la riqualificazione di Fontivegge?

Se devo sintetizzare al massimo: più controllo, riqualificazione e ricreare una comunità di quartiere. La difesa severa della legalità, con maggiori controlli - anche con la collaborazione della polizia municipale - sistemi efficienti di videocamere e migliore illuminazione dei punti critici, è solo il punto di partenza, non la soluzione.

Poi occorre ricostruire il tessuto urbano, rigenerare i rapporti sociali, con aree per lo sport e nuovi centri di aggregazione. I giovani delle liste che mi sostengono, ad esempio, hanno proposto di creare luoghi di incontro e studio, sul modello dei caffè letterari, nelle stazioni di Fontivegge, Sant’Anna e Ponte San Giovanni.

Poi il sistema del commercio va sostenuto con azioni che agevolino il ritorno di negozi di prossimità e botteghe artigiane. Una serie di misure che darebbero anche slancio allo sviluppo e all’occupazione. Per noi la ricostruzione del tessuto sociale e il lavoro sono ciò che dà il migliore senso di sicurezza e stabilità.

Il suo piano per le periferie e per frazioni? Cosa farà se sarà eletto?

Come dicevo, frazioni e territori più lontani da Palazzo dei Priori devono tornare ad essere ascoltati e rappresentati, per potere tornare a manifestare all’amministrazione comunale le loro esigenze: dalle manutenzioni delle strade e del verde a esigenze strutturali e di servizi più complesse da mettere a punto. Perugia ha una grande tradizione di partecipazione, che si è interrotta con l’abolizione delle Circoscrizioni e che vogliamo riprendere con la costituzione dei “Consigli territoriali” (che saranno eletti e formati da cittadini e totalmente gratuiti) e con un assessorato ai territori.Su un altro versante serve certamente un piano - che prenda in considerazione anche l’offerta turistica - per valorizzare i centri storici ed il patrimonio artistico, naturalistico e di tradizioni di cui il nostro territorio è ricco. 

E per il centro storico?

La formula è: meno auto, più persone. L’apertura della Ztl è stato un fallimento, che ha portato solo sosta selvaggia e caos di auto. 

La grande scommessa dei prossimi anni è riportare le persone ad abitare il centro, tramite incentivi a giovani coppie per l’acquisto delle case, affitti a prezzi calmierati e la cessione in comodato d’uso dei locali di Palazzo dei Priori per l’apertura di nuove attività artigiane e negozi di prossimità. Una “via dell’antiquariato” tra la Cupa e Corso Vannucci renderebbe quell’area suggestiva nuovamente viva.

Turreno, Mercato Coperto e altri “vuoti” vanno subito riaperti, con progetti credibili.

Una riqualificazione è prioritaria anche sull’offerta culturale, che deve essere valida e di richiamo internazionale, per potersi tradurre in turismo e benessere economico per tutta la città.

La Perugia dei prossimi anni, in tre parole.

Viva, dinamica, internazionale. Se posso aggiungere, un posto non solo bello da visitare, ma funzionale da vivere.

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