Elezioni, intervista a Romizi: "I miei 5 anni al servizio della città. Il futuro: merito, velocità e creatività"

Intervista a 360 gradi al sindaco uscente Andrea Romizi: si è fatto il bilancio di 5 anni di amministrazione  e si è parlato del programma per altri 5 anni di maggioranza nel capoluogo. Buona Lettura

Intervista a 360 gradi al sindaco uscente Andrea Romizi: si è fatto il bilancio di 5 anni di amministrazione  e si è parlato del programma per altri 5 anni di maggioranza nel capoluogo. Buona Lettura

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Romizi, lei è il sindaco uscente: ci traccia in poche battute il bilancio di questa legislatura? Successi e insuccessi compresi...
“Il dato da cui partire è il bilancio: abbiamo abbassato il livello di indebitamento del Comune da 133 a 101 milioni, il debito pro capite è passato da 801 a 604 euro, il disavanzo è sceso da 35 a 23 milioni di euro, abbiamo ridotto di 23 milioni la spesa pubblica, senza tagliare i servizi, incrementando da 9.3 a 15 milioni di euro gli investimenti nel sociale. Mettere in sicurezza i conti pubblici è stata la condizione necessaria per ridare una prospettiva alla città in termini di investimenti e abbassamento delle tasse. Mentre mettevamo a posto il bilancio abbiamo pensato al Piano scuole con 27 milioni di investimento, siamo intervenuti sulla sicurezza con un aumento del 500% delle telecamere e mappando tutti i sistemi di videosorveglianza privati, abbiamo installato 27mila punti luce al led, 4mila nuovi pali e cablato
la città con la banda ultraveloce. Quanto agli insuccessi preferisco pensare che per Perugia si debba continuare il percorso già avviato con uno sguardo rivolto al futuro”.

Che voto si dà come sindaco? E che voto dà alla sua giunta? “Non mi do voti, saranno i cittadini a giudicare. Quanto alla Giunta non posso che esprimere un vivo ringraziamento e senso di amicizia per questi cinque anni impegnativi trascorsi insieme al servizio della città”. 

A che punto è la questione della cessione delle quote del Minimetrò? “È in corso un approfondimento giuridico e tecnico in quanto la questione è complessa. C’è stato un parere legale e adesso deve essere svolta una perizia tecnica per stabilire il valore delle quote”.

E la riqualificazione di Fontivegge? “Su Fontivegge abbiamo fatto una scelta precisa. Da quel quartiere sono venute, nel tempo, diverse richieste, così abbiamo deciso di convogliare i 30 milioni provenienti dal Bando periferie, dall’Agenda urbana e dalla Fondazione Cassa di Risparmio, su Fontivegge. Alcune cose si vedono già, cito solo quello spazio dove prima si vendeva la morte e adesso c’è Binario5, un luogo di incontro di cervelli e idee. Da poco ha aperto il posto fisso polizia all’interno della stazione e la ex Palazzina RFI verrà ristrutturata diventando luogo di residenze d’artista in collaborazione con l’Accademia di Belle arti, mentre l’ex scalo merci ospiterà la nuova Biblioteca delle Nuvole, luogo dedicato ai fumetti. A breve partiranno i lavori per il piazzale interno della stazione. Con il Brt, inserito nel Piano urbano della mobilità sostenibile, ci saranno nuove opportunità di riqualificazione. La progettazione è terminata, sono stati fatti i bandi e presto partiranno i lavori”.

Per quanto riguarda il piano strade?
“Sulle strade si è deciso di procedere, pur nelle note difficili condizioni di bilancio, con una programmazione ben definita pluriennale. Abbiamo messo sul piatto dieci volte quanto era stato speso nel quinquennio precedente: 1 milione e mezzo di euro ogni anno dal 2015 al 2018 e altrettanto con il bilancio di previsione del 2019. Perciò 7.500.000 di euro complessivamente spesi dai perugini in questi cinque anni sulle nostre strade. Certo non abbiamo asfaltato l’intera rete stradale di Perugia, ma dobbiamo condividere almeno la soddisfazione di averne rifatte proprio tante. Bisogna proseguire così e anche quell'elenco dovrà ormai completarsi”.

C'è un piano per le periferie e per frazioni? Cosa farà se sarà rieletto? “Ci sono tanti progetti approvati, alcuni pronti a partire e altri in corso d’opera. Posso citare la rotatoria di Madonna Alta, la bretella di San Marco, la futura sede degli uffici comunali a Ponte San Giovanni per unificare uffici al momento divisi in tante strutture per le quali paghiamo l’affitto. Ci sono gli interventi per la costruzione della nuova scuola di San Martino in campo e Santa Maria Rossa, quella di Pila e di Ponte Pattoli, la passerella pedonale tra San Sisto e l’ospedale, la nuova viabilità a Prepo”.

E per il centro storico? “Con il nuovo Pums vogliamo restituire centralità all’acropoli, ma unendola maggiormente con le periferie. Per la residenzialità abbiamo previsto sgravi e incentivi per le giovani coppie e le famiglie in cambio di attività di volontariato. Il centro storico usufruirà di nuovi grandi contenitori: il Mercato Coperto come luogo in cui promuovere il territorio e le sue eccellenze, il Turreno per la cultura, ma utile anche come sede congressuale e San Francesco al Prato, un vero gioiello restituito alla città dopo oltre 20 anni, come auditorium. Il nuovo sistema di segnaletica turistica, inoltre, contribuirà a rendere migliore l’esperienza del turista”.

Il Comune interverrà sui collegamenti, nota dolente da sempre? Ad esempio sui treni e sull'aeroporto...
“In questi giorni di campagna elettorale ho ribadito più volte come Perugia sia la città in cui si utilizza meno il mezzo pubblico, con solo 1 perugino su 10 che sale sul bus, ma anche quella che spende di più: a Bologna 2 milioni, noi 14 milioni. Quindi abbiamo lavorato alla nuova pianificazione in vista della prossima gare regionale, ed è nato il Pums, incentrato su tre elementi: linee non più ad orario, ma a frequenza, massimo 7 minuti; mezzi pubblici che viaggiano su corsie preferenziali, quindi non risentono del traffico; mezzi belli a vedersi, sia per invogliarne l’uso sia per riqualificare le zone che attraversa.
Il Frecciarossa non risolve da solo i problemi di isolamento della regione, ma è un passo avanti: stiamo lavorando per avere tratte anche verso Roma ed il sud Italia. Stiamo lavorando alla possibilità di destinare parte dei proventi della tassa turismo all’aeroporto San Francesco, magari in accordo regionale di tutti i Comuni, ma auspichiamo una partecipazione più importante del Comune capoluogo al modello di governance e nella promozione delle città e del territorio per rendere sempre più attrattiva l’Umbria”.

Domanda di rito: i primi 100 giorni. Che cosa farà la nuova giunta Romizi? “Dobbiamo capire come cogliere opportunità in uno scenario cittadino cambiato sotto tutti i punti di vista. Guardare ai prossimi anni con una prudente fiducia e le cose potranno procedere se ognuno di noi presidierà e parteciperà alla vita del proprio quartiere. Abbiamo un patrimonio da difendere e valorizzare”.

Ci sono assessori che non si sono candidati. Li richiamerà come esterni? “Gli assessori con i quali ho condiviso cinque anni di gestione della cosa pubblica hanno fatto scelte diverse. Qualcuno ha deciso di candidarsi, altri di tornare alle loro professioni, non facendo mancare il supporto e l’amicizia in questa campagna elettorale. Rispetto le scelte di ognuno”. 

La Perugia dei prossimi anni, in tre parole.
“La Perugia del futuro sarà creativa, del merito e della velocità”.

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