Primarie, il Pd adesso ci crede: "Bagno di folla, in Umbria non c'è spazio per i seminatori di odio come Salvini e la Lega"

Telefonata Zingaretti-Bocci per le amministrative e le europee. Betti: "Nei Comuni ci presentiamo per vincere, coalizione ovunque". De Rebotti: "La sbornia sovranista passerà"

"Bagno di folla". E anche "partecipazione commovente". Di più: "Straordinario, speciale, romantico". E' il giorno dopo (in realtà due) delle primarie e in casa Pd l'hanno presa bene. Anzi, benissimo. L'eppur si muove versione Gundam a pochi mesi da un nuovo giro di elezioni, amministrative ed europee in un colpo solo: "Sfido a trovare un altro partito o movimento che riesca a portare 51mila umbri ai gazebo in pochi mesi". Parola del segretario regionale del Pd Umbria, Gianpiero Bocci. 

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Il conteggio è presto fatto: 20mila a dicembre per la scelta del segretario regionale, 30mila e più a marzo per quello nazionale. Sommi i resti e fa 51. Tradotto politicamente: "Il Pd deve tornare a essere un partito aperto, che deve costruire una comunità larga". E ancora Bocci: "Domenica abbiamo ritrovato il nostro popolo. Un popolo che non può più sopportare delusioni. Avvertiamo la responsabilità della fiducia che hanno riposto in noi. Ora possiamo dire: ce l’abbiamo fatta". Il segreterario regionale è un fiume in piena: "Il Pd deve coltivare la speranza e la certezza che le difficoltà sono alle spalle, abbiamo ritrovato la capacità di comunicare con la nostra gente e abbiamo creato i presupposti per affrontare gli appuntamenti di maggio: le elezioni amministrative ed europee".

La data x, insomma. O, per dirla con Bocci, la "sfida contro la cultura nazionalista e sovranista, che semina odio e rompe i territori. La cultura di Salvini e della Lega l’abbiamo già conosciuta nella storia. La nostra è la cultura della cooperazione e della solidarietà. E l'Umbria è la cerniera: non ci può essere spazio per la cultura di Salvini e della Lega. E il Pd deve assumersi la responsabilità dell'alternativa".  

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E, ironia della sorte, o forse no, "i risultati definitivi sono arrivati il 4 marzo. Un anno dopo l'altro quattro marzo, quello delle elezioni politiche, il momento più difficile del Pd", rincara il vicesegretario De Rebotti. "Passata la sbornia del sovranismo il Paese ha bisogno di persone che si prendano cura dell’Italia, in modo serio e sereno. E’ iniziata la reazione al Governo Lega-5Stelle.  Il Pd è utile alle città, alla Regione e al Paese". E, sottolinea Bocci, "A Perugia sono andate a votare oltre 6mila persone. Dato che affidiamo al candidato Giubilei".
Detta in numeri, secondo le stime del Pd, a Perugia si sono recati alle urne dem 3,75 cittadini ogni 100. Per quanto riguarda la media regionale, invece, parliamo di 3,3 ogni 100. Sul nazionale 2,6 ogni cento.
Da qui la telefonata tra Zingaretti e Bocci. Come racconta il segretario regionale, il nuovo timoniere del Pd "ha ringraziato i mille volontari che domenica hanno garantito i seggi e i democratici e democratiche dell’Umbria perché, a differenza di molte parti d’italia, c’è stato un clima da vero partito democratico. Un clima che, più che dividere il partito sui candidati, ha portato a una festa. Una festa democratica".
Ma non è tutto. La chiamata è stata lunga e oltre a caramelle e convenevoli c'è di più: "A breve i segretari regionali si incontreranno con Zingaretti per discutere di elezioni amministrative ed europee". E le liste e i candidati, ovviamente: "L’Umbria dovrà individuare un candidato o una candidata per la lista delle europee". Alla domanda se Catiuscia Marini, attuale Governatrice e già parlamentare europeo, possa essere una candidata, Bocci come risposta sceglie la nebbia: "Perché no?". Chiaro, no?

Ma il carico delle primarie non si è esaurito con la conta interna dei delegati all'assemblea nazionale. Cristian Betti, altro vicesegretario, la spiega così: "Costruzione del campo largo, come dice Zingaretti, anche in Umbria. Dai territori, messi in ginocchio dal Governo, è partita la reazione romantica al sovranismo e a un governo che ha superato i limiti della decenza". E più nel locale (e nel pratico-elettorale) il Pd torna a una parola: "Apertura, questa è la posizione per le amministrative. Coalizione, legata all’apporto di liste civiche, ovunque, e la possibilità di un candidato sindaco civico". E l'onda lunga: "In tutte le città ci presentiamo per vincere. E lo faremo con dei candidati importati, nuovi dove il sindaco ha superato il secondo mandato. A Magione e Gualdo Tadino, invece, i sindaci in corsa per il secondo mandato restato i nostri candidati". Sintesi dell'ex sottosegretario: "Dobbiamo investire fuori dal Pd. E sul passo indietro, che è simbolo di forza e non di debolezza. Dobbiamo investire sul popolo che è venuto a votare alle primarie".

Tutto, però, sotto un'ombra poco confortevole per quelli di via Bonazzi: "Salvini ha un solo obiettivo, arrivare alle Europee e incassare voti dalla pancia del Paese. Il Pd, con le primarie, ha ritrovato testa e cuore - dice Bocci - ma la pancia è ancora pericolosa". Maggio, tic tac. Maggio. 

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