Pd, debutto pirotecnico della direzione allargata: primarie, 'finti civici' e coalizione

Presciutti chiede le primarie, De Rebotti scarica i 'fantomatici candidati civici', Orlando 'ascolta', Verini perentorio: "Si decide qui"

Pace con i '104'? Ma anche no. E già che ci sono c'è chi sbatte la porta in faccia ai civici di Ferrucci e Fora (oltre a quella presa per davvero dal commissario Verini all'ingresso del Park Hotel), scaricati a più voci prima ancora di salire a bordo. E c'è chi dice primarie, addirittura di coalizione, per il candidato presidente e pure per i consiglieri.

Il gruppo dirigente "effettivo e allargato" del Partito Democratico dell'Umbria comincia con qualche fuoco d'artificio inaugurale la lunga marcia, si riunisce  - perché a novembre si vota - al Park Hotel e porta in Umbria Andrea Orlando, vice segretario nazionale del Pd, che tenta di calmare le acque: "E' una giornata per ripartire e superare le divisioni interne. Dobbiamo saper guardare a una nuova stagione del governo locale". L'uomo "venuto ad ascoltare, non a dire", spiega "che le valutazioni le farà il gruppo dirigente che si sta insediando, quello che è certo è che noi dobbiamo saper parlare con pezzi della società civile e con le esperienze civiche che stanno crescendo. Come sarà oggetto delle valutazioni di questi giorni". 

A scanso di equivoci, Verini, il commissario, pianta subito un bel paletto dimensione sequoia di Yellowstone: "Le decisioni si prendono qui. I programmi, le alleanze si decidono qui". Per caso qualcuno aveva detto 'aria di distensione' con i '104', i bocciani-mariani che hanno autoconvocato l'assemblea regionale? Ecco, appunto.

Ancora: "Questo è il quadro dirigente diffuso del partito. Segretari, sindaci, consiglieri regionali, parlamentari, membri dell'assemblea nazionale, ex parlamentari, capigruppo", dice Verini. Quindi, che si fa? Nel progetto del commissario c'è l'"apertura a una coalizione, non solo di sigle di partito. Centrosinistra, socialisti, forze a sinistra del Pd, forze di centro. Dobbiamo aprirci al mondo civico. Università, sindacati, cooperazione, terzo settore. E' positivo che vengano fuori appelli, reti civiche, movimenti". Ma c'è un ma. O meglio, "un consiglio e un appello" di Verini agli esponenti del Pd: "Serve un civismo vero, se siete assessori o dirigenti non firmate appelli. Il Pd deve avere un ruolo centrale, deve indicare le alternative per l'Umbria". Messaggio numero uno inviato.

Qualora non fosse chiaro, Francesco De Rebotti, sindaco di Narni, la mette giù così: "Dobbiamo costruire un centrosinistra che riesca a catalizzare la reazione della società al governo di centrodestra. Deve essere il Pd che si mette a disposizione di protagonismi nuovi, ma con un minimo comune denominatore: il tema valoriale". E "non abbiamo bisogno di fantomatici candidati presidente civici, dobbiamo conoscere le persone, devono lavorare e partecipare al nostro percorso. Solo così possiamo far emergere nuovi talenti". Infine, ma era all'inizio dell'intervento, la questione dei '104': "Siamo nella condizione del 'non abbiamo niente da perdere'. E quindi avventuriamoci nella straordinarietà. Serve coraggio per ricostruire un contesto per discutere, che sarà questa". Messaggio numero due: invitato. 

E poi c'è il terzo. E Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino, non ci gira intorno neanche un po': "Luca Ferrucci membro della direzione regionale del Pd. Se civismo deve essere, sia. Ma non quello camuffato". Oppure: "Il campo largo non lo costruisci con i finti civici. Nei 222 ci sono ex segretari e segretari del Pd, ma di cosa stiamo parlando? Se vogliono contribuire questa è casa loro, non i civici. Il Pd non fa schifo". Non è finita: "Le primarie fanno parte del nostro dna. Se vogliamo costruire un cantiere vero servono le primarie per il candidato presidente. E primarie anche per la selezione dei candidati. Dobbiamo chiedere al nostro popolo da chi vuole essere rappresentato. Poi se vince uno che non è del Pd, va bene, ma facciamo decidere alla nostra comunità". Tradotto: primarie di coalizione. 

La lunga marcia prosegue. Come il conto alla rovescia per l'assemblea regionale autoconvoncata. Grande è la confusione sotto al cielo, diceva.

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