E' il giorno di Marco Guasticchi, si candida alla guida del Pd contro la "sinistra" di Verini e Marini: "Alleanza al centro con moderati e cattolici"

La sua discesa in campo rischia di far saltare accordi e accordini trasversali. Anche l'area cattolica ora dovrà ricollocarsi. Ma Guasticchi punta anche ad un'altra scalata... le regionali 2020?

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In quel che resta del grande partitone "rosso", ora all'opposizione in gran parte delle grandi città dell'Umbria, è il momento di Marco Vinicio Guasticchi, l'ex presidente della Provincia di Perugia e attuale vice-presidente del consiglio regionale. Guasticchi ha deciso di candidarsi alla segreteria regionale del Partito Democratico per incarnare la seconda  via: ovvero quella di un Pd riformista che guarda al centro e non alla vecchia sinistra (da Leu in giù).

La terza via guasticchiana contro il cartello veltroniani-giovani turchi che vede l'onorevole Verini candidato e il sostegno convinto della presidente Catiuscia Marini e che sogna un ritorno al vecchio schema di centrosinistra che guarda a sinistra. Marco Guasticchi guarda politicamente dall'altra parte: un Pd che va a caccia di voti e di alleati tra i moderati, i cattolici e gli imprenditori che non si riconosco più in un centrodestra a guida Lega. Sfruttando l'occasione d'oro: la caduta libera di una Forza Italia che va di pari passo con l'età e l'impegno del Presidente Berlusconi.

Dobbiamo però metterci in testa – ha sottolineato Guasticchi nel giorno dell'annuncio della sua candidatura alla segreteria regionale – che un ipotetico terzo polo che oggi vedrebbe quello che resta del Pd sicuramente come uno dei maggiori azionisti, non può aprirsi solo alla sua sinistra, ma necessariamente deve guardare al centro moderato e cattolico che non riesce più a ritrovarsi politicamente in partiti come Lega e Cinque stelle che palesano atteggiamenti in netto contrasto con la voglia di moderazione che il nostro ceto medio apprezza”. Uno schema contro Verini, la Marini, contro i giovani perugini Bori-Bistocchi e contro l'attuale segretario comunale di Perugia mai amato e apprezzato dal Guasticchi.

“Quindi – ha concluso Guasticchi – lavoriamo per la nascita di questo terzo polo che può diventare anche a livello regionale l’unica risposta alla crisi del PD. Insieme si Un centro-sinistra riformista e cattolico che, secondo Guasticchi, renderebbe contendibile anche l'amminisvince e su questo progetto che metto a disposizione la mia candidatura che non vedo assolutamente incompatibile con la mia ipotetica ricandidatura in Regione per un secondo mandato come prevede lo statuto del nostro partito”. Le parole sono importanti: quella ricandidatura in Regione a molti vicini a Guasticchi suona come una doppia scalata, prima il partito e poi la candidatura alla guida dell'Umbria del terzo polo. Sarà verò? Gausticchi non commenta. 

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