Pd nel caos, la lettera di Verini non basta ai '104': "Non conta nulla, per sciogliere l'assemblea serve un provvedimento del nazionale"

Continua il botta e risposta tra il commissario e i componenti della maggioranza Bocci-Marini dell'assemblea

L'assemblea del Pd è sciolta, dice il commissario Walter Verini, e mostra le carte con cui la segretaria nazionale certifica l'annullamento dell'organismo del partito. Asso nella manica con cui avrebbe voluto porre fine alle rivendicazioni dei cosiddetti 104 (scesi a 100 nel frattempo), firmatari, e sostenitori, della richiesta di convocare l'assemblea stessa e affrontare, dall'interno, le questioni che travagliano i dem dall'esplosione dell'inchiesta sui concorsi dell'Azienda ospedaliera di Perugia e le dimissioni dell'allora segretario regionale Bocci, ai domiciliari fino a pochi giorni fa. 

Il commissario Verini non ha convocato l'assemblea, argomentando che fosse ormai decaduta. E per lunedì 15 ha, al contrario, chiamato a riunirsi sindaci, parlamentari e segretari per ripartire da lì, da un nuovo "luogo" di lavoro e di confronto. I 104 non ci stanno, forti della legittimazione delle primarie di dicembre e dei 20mila votanti, e del fatto di essere rappresentanti della maggioranza del parito umbro. Ovviamente, a loro modo di vedere, l'assemblea è ancora legittima perché, dicevano ieri e tornano a ribadire, comunicazioni contrarie dal nazionale non sono arrivate.

Verini, con una nota, le comunicazioni mette sul piatto. Ma la questione non si è chiusa. Nuovo capitolo: replica alla replica della replica: quella lettera non basta.

"Verini continua a far finta di non capire. Se il segretario nazionale vuole commissariare l'assemblea regionale, rientra solo nei suoi poteri farlo, laddove ne ravvisi gli estremi. Le lettere non contano nulla e Verini lo sa bene. Serve un provvedimento che ad oggi non c'è stato e che valuteremo nel caso ci sarà" sostenogno i 104. "Quanto all’annunciata riunione di lunedì, Verini convochi chi crede ma spetta al segretario nazionale decidere sull'assemblea e a tutti noi valutare le eventuali scelte. E’ la segreteria nazionale che deve individuare le strade migliori per garantire una gestione plurale e incisiva".

Fattore che non si è riscontrato e che anzi, sembra essere contraddetto nel concreto. Siamo in presenza infatti della convocazione di una riunione, quella di lunedì, dove il commissario Verini sembra essersi arrogato il diritto di decidere il gruppo dirigente, chi ne fa parte e chi ne è escluso. Quel Verini che ha perso il congresso e che è stato nominato in virtù dell’essere presidente dell’assemblea regionale. La soluzione a questa intricata vicenda poteva essere la convocazione dell’assemblea, un gesto di correttezza e trasparenza. Rifiutare la discussione in un organismo legittimato dagli elettori la dice lunga sulla considerazione che si ha dei cittadini.

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