Demolizione villa Nanni, Scarponi attacca Bori: "La colpa è della vecchia Amministrazione"

Il consigliere comunale Emanuele Scarponi (Ncd) attacca il collega del Pd Tommaso Bori sottolineando che il vero responsabile della mancata demolizione di villa Nanna è la vecchia Amministrazione, elencandone anche le motivazioni

Si torna a parlare di villa Nanni, l’edificio situato nel cuore del parco Chico Mendez e ormai da anni abbandonato a se stesso. A riaccendere i riflettori sulla vicenda, il consigliere comunale del PD Tommaso Bori, pochi giorni fa. L’ordine del giorno non è però passato inosservato al collega Emanuele Scarponi (Ncd) che ha subito puntualizzato:  “Noto che questi giorni Bori é tornato sulla vicenda di villa Nanni. In particolare pone l'attenzione sui tetti della villa che contengono amianto e chiede quanto tempo ancora si dovrà aspettare per il suo abbattimento”.

Scarponi ha quindi sottolineato: “Vorrei ricordare al consigliere che circa 2 anni fa il sottoscritto con una mozione firmata anche dallo stesso consigliere Bori chiedeva di velocizzare i tempi per la demolizione della villa non solo per le problematiche strutturali ma anche per grossi problemi di sicurezza, in quanto spesso è dimora di pusher e tossicodipendenti, nonché un punto di ritrovo per lo spaccio. Ad oggi tale villa non é stata ancora abbattuta in quanto il comune nello scambio del terreno con il privato che doveva farsi carico della demolizione, non ha ancora pagato l'IVA per i vari passaggi di proprietà , tale pagamento dovrebbe essere pari a circa 100 mila euro.

Non si ferma qui il consigliere che precisa inoltre: “Di fatto la pratica è pronta con il privato pronto a demolire ma tutto è fermo in quanto non si riuscivano a reperire le risorse necessarie per questo pagamento. So già per certo che il sindaco e gli assessori competenti hanno già avuto modo di parlare e di prendere sotto visione il tutto. Auspico che già dal prossimo bilancio queste risorse verranno stanziate per dare luogo subito alla demolizione. Oltre che, alla soluzione di un problema che attanaglia da anni la zona di Chico Mendez,, sarebbe uno dei primi atti che farebbe capire ai cittadini che la politica delle proclamazioni è terminata ed è iniziata quella del fare”.

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