L'INTERVENTO La senatrice Nadia Ginetti: "Ecco perché ho deciso di passare ad Italia Viva"

Riceviamo e pubblichiamo dalla senatrice Nadia Ginette le motivazione del suo passaggio dal Partito Democratico al neo-movimento politico Italia Viva di Matteo Renzi

Riceviamo e pubblichiamo dalla senatrice Nadia Ginette le motivazione del suo passaggio dal Partito Democratico al neo-movimento politico Italia Viva di Matteo Renzi.

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di Nadia Ginetti
Per me è stato un passaggio quasi scontato, l'adesione al nuovo gruppo in Senato "Italia Viva", considerato che dalle primarie del 2012 ho sempre seguito la proposta politica di Matteo Renzi. L'uscita dal Partito Democratico significa volgere lo sguardo in parallelo verso uno stesso orizzonte anche con culture diverse. Ringrazio e non lascio le tante persone con le quali ho condiviso uno straordinario cammino in questi anni.

Non è dunque una scelta contro il Pd, al contrario, a mio parere, andrà proprio a rafforzare un fronte, comune, che possa costituire un argine alla deriva illiberale sovranista e antidemocratica della destra di Salvini. Di certo, troppo spesso, in questi anni Il Pd ha consumato energie a ricomporre tensioni interne piuttosto che a costruire una casa comune capace d'interpretare le sfide della contemporaneità. Mi piacerebbe in questa prospettiva contribuire a recuperare il legame di stima e di fiducia tra cittadini e istituzioni affinché tornino ad essere percepite come autorevoli ed onorevoli....

Questi i temi prioritari di una proposta liberal sociale paladina dello stato di diritto e delle sue garanzie, progressista, riformista votata al miglioramento della vita delle persone, alla qualità dello sviluppo che sia sostenibile sul fronte ambientale ed inclusivo capace di creare opportunità soprattutto per i giovani. Quindi, con forte responsabilità intergenerazionale, diritti di cittadinanza, contrasto alle disuguaglianze e valorizzazione delle tante capacità ed intelligenze presenti nel paese, semplificazione ed efficienza della Pubblica amministrazione, legalità e sicurezza anche attraverso un piano di rigenerazione e riqualificazione urbana. Bisogna ripartire, quindi, dai territori per generare coesione e recuperare tutti quei valori di comunità a noi cari, dalla solidarietà al volontariato, alla collaborazione pubblico/privato. Il nome del nuovo soggetto politico dovrà, a mio parere, evocare pertanto l'Italia viva, vivace animata da quella bellezza che il nostro Paese custodisce, ricco di arte creatività, capacità ed ingegno.

Il leader naturale c'è ed è indubbio e si chiama Matteo Renzi. Un leader che ha appena salvato l'Italia dai pieni poteri di Salvini, è giusto ricordarlo. Sfida raccolta e portata a compimento dal Pd. Sfida grazie alla quale siamo tornati protagonisti in Europa, e da qui governare fenomeni di forte interesse nazionale, dalle migrazioni ai diritti sociali. Un Paese, il nostro, che sappia dunque riprendersi il posto che merita nel mondo anche grazie a Italia Viva.
 

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