Le nostre tradizioni non saranno cancellate. Sagre, festival musicali, rievocazioni storiche sono salve: modificata la legge sulla sicurezza

Grazie ai deputato umbri di Lega e Fratelli d'Italia il Ministro Salvini insieme al sottosegretario Candiani ha modificato la circolare Gabrielli dopo i folli fatti di Torino. Vince il buonsenso, vince il volontariato e vincono i piccoli borghi dell'Umbria e di tutto il Paese

Sicurezza, buonsenso e rispetto sempre delle nostre tradizioni. Si può riassumere così il cambio di passo fortemente voluto dal Ministro agli Interni Salvini, dal sottosegretario Candiani e anche dai deputati umbri di Lega e Fratelli d'Italia - Prisco in prima linea - a riguardo della restrittiva e contestatissima Circolare Gabrielli - nata dopo i folli fatti di Torino - che in Umbria ha messo in pericolo la vita di storiche sagre, festival e delle rievocazione storiche. 

Norme pesanti, che non tenevano contro della storia dei singoli eventi e dei territori. Insomma quello che doveva andare bene al contesto sociale di Torino doveva andare bene anche ai centri storici dei borghi umbri. Il tutto con costi per la sicurezza triplicati senza mai esserci stato un vero problema di ordine pubblico. Senza le modifiche a tempo di record del Ministro Salvini il tessuto sociale umbro, fatto di piccoli e piccolissimi comuni, rischiava di essere sempre più arido e meno appetibile da un punto di vista turistico.  

“Sagre,feste di paese e manifestazioni varie sono salve grazie alla politica del buonsenso adottata dal Governo. Si tratta di un intervento di semplificazione tanto atteso dalle realtà associative di tutto il territorio nazionale, che riconosce centralità all’amministrazione comunale e al sindaco per garantire adeguati standard di sicurezza nell’organizzazione degli evento senza eccessi di burocrazia. Le nuove indicazioni operative intendono assicurare un approccio flessibile alla gestione del rischio, parametrando le misure cautelari rispetto alla vulnerabilità legate a ciascun evento". 

Cara Presidene Marini ci aiuti: sagre e feste a rischio chiusura... per eccesso di costosa sicurezza

L’obiettivo è quello di superare le criticità applicative delle precedenti direttive rendendo la prescrizione  maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazione programmate a livello locale. Un’ottima notizia, dunque, anche per le numerose associazioni cittadine umbre che negli ultimi tempi erano state penalizzate da una normativa che non distingueva in base alla tipologia e al luogo dell’evento e che imponeva spese impossibili da sostenere da parte di Amministrazioni Comunali o di Associazioni esigue dimensioni. 

"Un plauso particolare – concludono i parlamentari – va al sottosegretario Stefano Candiani già Segretario Regionale per l’Umbria e che tanto ha dato alla nostra Regione”: concludono 

Molto soddisfatto l'onorevole di Fratelli d'Italia, Emanuele Prisco, che definisce una «vittoria» per Umbria Jazz e per tutti gli organizzatori delle sagre paesane le modifiche delle norme previste dalla cosiddetta 'Circolare Gabrielli'. Il deputato perugino nei giorni scorsi aveva presentato una mozione impegnando il governo a modificare il testo riguardante la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche. "Il Viminale ha raccolto il nostro appello e le modifiche al testo del capo della polizia permetteranno di salvare tutti quegli eventi che costituiscono l'ossatura dell'identità italiana e rappresentano un volano economico e culturale per le comunità locali". 

Prosegue Prisco in una nota: «Fermo restando l’importanza della sicurezza le restrizioni imposte dalla circolare Gabrielli in alcuni casi sono sembrate davvero assurde. La burocrazia era stata portata al massimo livello, mettere sullo stesso piano un concerto jazz in piazza con una processione è sembrato assurdo. L'obiettivo è sempre stato quello di lavorare per mantenere le tradizioni alla ricerca del giusto equilibrio con la sicurezza. Quest'ultima è un valore e va sempre difesa ma è anche vero che le circolari estive hanno ingabbiato le amministrazioni e le associazioni di volontariato impegnate a portare avanti tradizioni importanti per il territorio". Ora la piccola Umbria può guardare al futuro (e al turismo) con maggiore tranquillità: la tradizione e un pezzo di economia sono salvi. 
 

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