Marchetti (Lega) a Verini: "Zero ricette per l'Umbria in crisi, vi unisce solo la paura di perdere la Regione"

Dopo la conferenza stampa di Verini (Pd) arriva la risposta dell'onorevole Marchetti: "Confrontiamoci sui programmi e non sulla caccia al nemico di turno. Ecco dove avete fallito. Noi abbiamo le idee chiare"

"Il buon Verini, non ci dice la sua ricetta e quella del suo partito per l'Umbria, niente, neanche un accenno ma ripete come un mantra quanto è cattiva la Lega e il suo leader, l'importanza di fare squadra per arginare la Lega e le sue proposte (chiare e di buon senso)": l'onorevole umbro Riccardo Augusto Marchetti dalla pagine del suo Fb ha voluto rispondere al collega del Pd Verini, anche lui di Città di Castello ed entrambi in commissione Giustizia alla Camera, dopo la conferenza stampa sull'assetto del centrosinistra in vista delle Regionali del 27 ottobre prossimo.

Il giovane deputato leghista - che ha battutto Bocci nel collegio uninominale - ha lanciato anche un appello a Verini: confrontarsi sui temi per rilanciare l'Umbria e non su posizioni politiche che i cittadini non vogliono minimamente sentire.   "Caro Walter, visto quanto accaduto in Umbria - ha ribadito Marchetti - visti i numeri imbarazzanti di questa regione, parlaci di progetti e idee, dacci la vostra visione perché adesso, senza favoritismi, sarete chiamati anche voi a fare proposte concrete. Gli Umbri non hanno l'anello al naso e ad Ottobre lo vedrete. Noi forti di idee, voi uniti solo da livore. I numeri di Salvini Ministro, (sbarchi ridotti del 90%, morti in mare ai minimi storici, assunzioni forze di polizia, sicurezza reale e percepita) sono sotto gli occhi di tutti".

Poi l'attacco su sanitopoli lo scandalo sulle assunzioni in sanità che ha fatto cadere la Presidente Marini e portato ai domiciliari l'ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci: ""Quanto denunciato da anni da parte di tanti cittadini vessati, non era una leggenda, una cattiveria, come voleva la narrazione progressista, ma una prova reale di come una larghissima parte della sinistra abbia gestito il potere in una delle storiche regioni rosse".

Ma l'Umbria non deve affrontare solo la questione morale, sulle presunte assunzioni mirate, ma anche problemi strutturali, economici e sociali: "Da quando esiste l'Umbria come ente territoriale, a governarla è stata una sola forza politica e i risultati (per citarne alcuni) sono sotto gli occhi di tutti: isolati dal resto d'Italia (E45-Guinza), ferrovia più lenta della canoa e bloccata per anni (ex Fcu), niente alta velocità, niente aeroporto, strade mulattiere, emorragia di giovani in fuga per mancanza di opportunità, PIL regionale in linea a quello di alcune regioni mal governate del sud Italia, indice di povertà sopra la media nazionale, marketing turistico inesistente». 
 

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