Liste di attesa lunghe, ambulatori chiusi di sabato e il nuovo piano, Camicia: "Ho invitato Paparelli ma..."

“Ho atteso invano l’arrivo di Paparelli, che non si è fatto vedere. E l’incontro doveva avvenire alle 9”. Parola di Carmine Camicia, che aveva lanciato il guanto di sfida. “Fanno il sabato del villaggio”, commenta ironicamente Camicia. Che si astiene dal ricordare altri “sabati” di mussoliniana memoria. Ma qual è la ragione del contendere? Scrive in un post Camicia, già consigliere d’attacco alla Sala del Malconsiglio: “Andate all’ospedale [sabato mattina, ndr] per verificare se qualche ambulatorio specialistico è aperto. Io ho reso noto al Presidente che lo aspetto domani alle ore 9:00 per accompagnarlo in gastroenterologia e fargli prendere atto del fatto che gli ambulatori specialistici sono tutti chiusi, nonostante le lunghe liste di attesa”.

Aggiunge: “L’ho anche invitato ad accompagnarmi ad effettuare un sopralluogo alla piscina, realizzata da oltre 10 anni e mai aperta”. Risposta via web di Paparelli: “Il sistema sanitario umbro è efficiente, tanto da essere preso a modello in tutta Italia. Lo ripeto per la millesima volta. Le liste di attesa sono un problema al quale si è messo mano anche a maggio scorso, adottando un piano che si compone di 10 punti qualificanti che vanno dai tempi massimi di attesa per le prestazioni ambulatoriali (30 giorni per le visite e 60 giorni per esami strumentali) e per i tempi di ricovero (con classi di priorità) alle azioni per l’utilizzo ottimale di strutture e apparecchiature (con l’apertura degli ambulatori specialistici fino alle 22 nei giorni feriali ed il fine settimana). Abbiamo messo a disposizione nuove risorse che ammontano a 6,4 milioni di euro e che saranno finalizzate, tra l’altro, all’impiego di nuovo personale, specificamente dedicato, e allo svecchiamento del parco delle apparecchiature diagnostiche”.

In colloquio telefonico, Camicia chiarisce che le cosiddette “risposte” sono effettuate in modo puramente formale e adempitivo e che le criticità a carico degli assistiti, di fatto, permangono. Con pazienti in età, sballottati da un punto all’altro delle strutture, con disagio e malessere. Il secondo problema sollevato da Camicia attiene alla piscina, completata e mai aperta. Si dice ci siano problemi di personale, ma il fatto oggettivo è che quest’opera è divenuta simbolo di spreco e
inefficienza.

La polemica al calor bianco rimbalza su fb dove, fra botte e risposte decisamente piccate, si arriva a minacciare querele. Che, ad avviso di chi scrive, non dovrebbero appartenere alla dimensione del dialogo. Ma il clima elettorale e le recenti vicissitudini che hanno investito la sanità umbra avvelenano il clima e arroventano la discussione.

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