Elezioni Regionali, Vincenzo Bianconi (Pd-5Stelle): "Ecco come intendo governare l'Umbria"

Il candidato del Patto Civici (centrosinistra più 5 Stelle) ha risposto alle domande su lavoro, sanità, trasporti e provvedimenti urgenti per l'economia regionale

Vincenzo Bianconi, candidato presidente del Patto Civico (Pd-5Stelle-Europa Verde-Sinistra), perchè un elettore umbro dovrebbe scegliere lei. Lasciando da parte per un secondo la coalizione laboratorio, perchè mettere la croce sul suo nome il 27 ottobre prossimo? Domenica dobbiamo votare per cambiare e non per farci cambiare. Con la testa e non con la pancia. E cambiare, con la testa, significa cambiare metodo, non bandiera. Quello che proponiamo è una rivoluzione, che metta le persone e i territori al centro delle scelte, vogliamo rovesciare la piramide e portare la politica in mezzo alle comunità perchè le comunità abbiano la forza di scegliere che cosa vogliono essere. Per fare questo non bastano gli slogan, tanto più se questi slogan sono pieni di odio, e non basta dire "togliti tu che mi ci metto io" lasciando immutate vecchie logiche e vecchie pratiche. La scelta nuova è questa.

Lei ha ribadito che, accettando la candidatura a presidente del centrosinistra, i partiti le hanno dato carta bianca per un futuro Governo dell'Umbria: come si traduce questa autonomia a livello di giunta e programmi?
Ho sempre detto che gli assessori della mia giunta saranno scelti per merito, per competenza e per esperienza sul campo, non per logiche di spartizione. Perchè per fare il meglio c'è bisogno del meglio. Su questo, sul metodo, si misura non solo l'autonomia di un progetto che guarda alla visione dell'Umbria, ma la generosità e il coraggio di tutte le persone che si sono volute impegnare e di tutti i partiti che si sono aperti e si sono messi a disposizione. Poi, però, non bisogna fare confusione. Autonomia non significa che sceglierò da solo, ma che sceglieremo insieme, con la coalizione e con le comunità, la programmazione, che possa darci uno sguardo da qui a 20 anni e proiettarci nel futuro, iniziando però da domani mattina a risolvere i problemi del quotidiano.

Infrastrutture fa rima, in Umbria, con turismo e sviluppo. Tre provvedimenti, in pillole, da adottare nel primo anno di un suo eventuale Governo dell'Umbria.
Far diventare il Nodo di Perugia il Nodo d'Italia. Aprire la compagine societaria dell'aeroporto San Francesco a enti pubblici e soggetti privati (cittadini e imprese) per condividere strategie e obiettivi. Lavorare a un progetto che ci porti a dimezzare i tempi dei collegamenti ferroviari su Roma e Firenze, agganciare l'Umbria all'Alta velocità e valorizzare il Frecciarossa su Milano attraverso una contrattazione efficace con il Governo e con Trenitalia. Un rapporto costruttivo col governo aiuta a tenere alta l'attenzione sui problemi dei territori per iniziare a risolverli: lo raccontano lo sblocco dei cantieri della Perugia-Ancona e della Terni-Rieti, che apriranno entro la primavera del 2020 (il tratto Fossato Cancelli della Perugia Ancona addirittura la prossima settimana).

Argomento sensibile, con tanto di polemiche su conflitti di interesse presunto, reale o da campagna elettorale: ricostruzione della Valnerina e Spoletino. Lei ha lanciato una figura che gestirà, insieme al Governo, questa fase di rinascita (si spera). Con quali funzioni? Quali poteri? E che curriculum deve avere? Istituiremo la figura del Garante per la ricostruzione, che avrà il compito di tutelare l'interesse pubblico, di vigilare sulla trasparenza, sulla snellezza delle procedure e sulle criticità. Sarà un contatto diretto e quotidiano con le comunità, i sindaci e gli umbri. Un garante come ci sono per l'infanzia e per i detenuti. Questo nuovo Governo sta rispondendo con i fatti alle esigenze del cratere, non con gli slogan privi di contenuto. Il decreto, appena approvato, da risposte importanti ai terremotati sulla busta pesante, la cui restituzione è prorogata, ridotta del 60% e dilazionabile in 10 anni, sulle imprese agricole, con contributi a fondo perduto, sull'imprenditoria giovanile, con l'estensione delle misure di Resto al Sud, sui professionisti, che vedranno anticipati i compensi.
 
Sanità: tutta la sua coalizione ha cavalcato lo slogan che 'la Tesei vuole privatizzare la sanità'. Ma lei nel suo programma ha scritto nero su bianco che bisogna aprire ai privati per abbattere le liste d'attesa drammatiche lunghe in Umbria. Allora la domanda è: apertura ai privati ma come e con che garanzie per la macchina pubblica? C'è una differenza sostanziale tra privatizzare e convenzionare. C'è una differenza sostanziale tra dire "saranno anche valutati eventuali modelli innovativi di collaborazione pubblico-privata per fornire prestazioni sanitarie a tariffe calmierate" e dire "sarà strategico potenziare il tasso di coinvolgimento del privato, che in Umbria è pari a meno di 1/3 di quello della Lombardia", non trova? Da un lato si sottolinea l'opportunità, in un contesto in cui l'accesso alle cure deve essere uguale per tutti, dall'altro c'è l'idea di una strategicità del privato. Gli umbri non si facciano prendere in giro, in ogni contesto e in ogni settore in cui per difendere interessi di pochi si è voluto cedere.

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