Inchiesta sanità, slitta la decisione sulle dimissioni della presidente Marini

Mozione dei capigruppo di maggioranza a sostegno della governatrice, la discussione rimandata, in aula il 17 e 18 maggio

Dieci giorni ancora. La discussione sulle dimissione da presidente della Regione, presentate da Catiuscia Marini il 16 aprile, in seguito a quanto emerso dall'inchiesta sui concorsi all'Azienda ospedaliera di Perugia, inizierà il 17 maggio per proseguire il 18. Un nuovo rinvio, come richiesto dai capigruppo di maggioranza in una mozione approvata nella seduta di oggi pomeriggio, 7 maggio, dall'Assemblea legislativa con i voti del centrosinistra e il disappunto delle opposizioni che, è stato ribadito da tutte le forze, considerano conclusa oggi la decima consiliatura. 

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Che invece va avanti ancora e fa registrare, questa volta in maniera palese e netta, la frattura del Pd, con posizioni ben differenti, quella di Leonelli per esempio, e senza i voti necessari per approvare subito il respingimento delle dimissioni. Senza copertura politica del Pd e senza la certezza che la legislatura andasse comunque a concludersi, insomma, non ci sarebbero stati i numeri sufficienti. 

"Mela, melina" della maggioranza, attaccata alle poltrone "con la colla e le catene" stigmatizza l'opposizione, dal consigliere Ricci al vicepresidente del Consiglio Mancini, passando per i Cinque Stelle, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Fiorini, che annunciano una delegazione per incontrare il prefetto di Perugia e informarlo sulla situazione di "totale incertezza" che la Regione sta vivendo, dicono, in queste ore. "La legislatura è finita, questa esperienza è conclusa, lo sanno tutti, solo loro della maggioranza non se ne vogliono rendere conto".

A Palazzo Cesaroni la giornata è stata lunga e non senza tensioni. Con la presidente Marini che, a discapito di quanto ipotizzato in precedenza, si è presentata in aula per leggere direttamente il testo con il quale ha motivato la sua iniziativa, prima di rimetterla al voto dell'Assemblea.

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Voto che, come detto, è stato rinviato, "ma una settimana - dicono dai banchi della maggioranza - non cambia niente per i consiglieri, non è una questioni di compensi o altro. La questione è complessa, va studiata e motivata adeguatamente". 

Ritardi, ulteriori, per le opposizioni, sul finale di una stagione politica, dicono pensando già alle urne e a "cambiare aria" all'Umbria. 

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