Il futuro del Pd umbro, Bettarelli sfratta Verini: "Servono idee, basta partito degli amici degli amici"

Il neo consigliere regionale picchia duro sulla gestione del commissario e chiede un congresso dove i progetti per lo sviluppo dell'Umbria vengano prima dei soliti personalismi

Rilanciare il Pd, ammettendo gli errori passati, cancellando la gestione del commissario Verini e dare gli umbri un progetto di sviluppo alternativo, forte e coerente con le esigenze dei cittadini di oggi. Il consigliere regionale Michele Bettarelli spera che il suo partito possa finalmente cambiare rotta, dopo le sconfitte storiche, sia in fatto di gestione che di programmi. L'affondo è forte ed è leggendo tra le righe tutto rivolto all'attuale commissario Valter Verini di cui si sono perse le tracce politiche in Umbria dopo una spiegazione sui motivi della sconfitta a livello regionale che non ha soddisfatto i dirigenti, tra cui il neo eletto Bettarelli. "Ora è necessario ricostruire il rapporto tra il Partito Democratico e la società Umbra" ha scritto Bettarelli "Per fare ciò è fondamentale costruire un percorso congressuale che possa consentire un confronto vero sulle idee e sull’identità prima che sulle persone, superando quello che è il problema dei problemi: una visione del partito personalistica che vede nel consenso alla cordata di turno l’unico vero obiettivo strategico dell’azione politica. Così facendo negli anni si è persa di vista la funzione primaria del Partito: una comunità valoriale capace di esprimere visioni prospettiche della società Umbra".

L'attacco a Verini, commissario ed ex candidato perdente alla segreteria regionale si fa netto e chiaro: "La gestione del Commissario è stata solo la prosecuzione delle logiche che hanno caratterizzato il congresso del Dicembre 2018, con il limite oggettivo che a guidare quelle logiche è stato l’espressione massima di chi quel congresso lo ha perso. Il  Commissario deve decidere se vuol essere parte della soluzione o vuole continuare ad essere parte del problema. Tentare di spiegare il risultato elettorale del 27 Ottobre solo come logica conseguenza delle vicende giudiziarie può essere utile alle coscienze personali ma non aiuta a comprendere le ragioni profonde di un sconfitta epocale dalle cui responsabilità nessuno è immune. Spero che si metta una parola definitiva alla logica delle riunioni in cui “amici degli amici” decidono il futuro di una comunità di donne e di uomini che hanno determinato la storia di crescita civile e materiale della società Umbra". 

Il consigliere regionale ribadisce che è fondamentale un congresso del Pd vero, basato su progetti per l'Umbria e non sulle chiacchiere: "C’è bisogno di lavorare per costruire un percorso congressuale che possa vedere al centro della discussione la proposta che il PD vuole avanzare all’Umbria, magari in un congresso per tesi che possa distinguere in maniera netta la discussione sul cosa fare da quella sui gruppi dirigenti".


                                                                            

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