Ikea a Collestrada, una terza corsia a Ponte San Giovanni: 18 mesi di cantieri Anas

Il Nodo di Perugia? "Deve decidere la politica". I tempi e i costi degli interventi

Terza corsia sì, Nodo di Perugia ancora no. "Ma se ne può discutere". Lo sbarco di Ikea a Collestrada porta con sé un problema gigante: la viabilità a Ponte San Giovanni e a Collestrada. E "l'unica soluzione è aumentare le corsie a disposizione". Parola di del responsabile Coordinamento Centro Italia di Anas, Raffaele Celia, in audizione in seconda commissione regionale insieme all'assessore all'Urbanistica del Comune di Perugia Emanule Prisco su sollecitazione dei consiglieri regionali del Pd Giacomo Leonelli e Carla Casciari.  

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Anas, ha spiegato Celia, "aveva già in programma diversi interventi ed il nodo di Collestrada era già entrato a far parte di questo piano di adeguamento infrastrutturale indipendentemente dall’insediamento di Ikea poiché l’interconnessione, già oggi, presenta criticità. Sono presenti volumi di traffico tali da saturare le corsie di marcia”. E quindi terza corsia a Ponte San Giovanni.  

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Il piano è questo: "Sia in direzione Perugia-Cesena, sia in quella opposta, Cesena-Orte - si legge nel resoconto della commissione - , è possibile realizzare una terza corsia che avrà sia la funzione di corsia di marcia che una vera e propria corsia di scambio per le correnti di traffico che entrano ed escono dall’asse principale verso i servizi terziari. Il progetto prevede dunque una terza corsia con funzione di interscambio tra le correnti che entrano ed abbandonano la strada principale. Questa ulteriore corsia continua poi in direzione Assisi creando una doppia corsia per chi lascia la E45 e si immette sulla 75 Centrale umbra".  

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E ancora: "La stessa cosa verrà prevista per chi da Assisi va verso Perugia passando nel sottopasso dello svincolo che verrà realizzato a doppia corsia. Per chi viene da direzione Assisi ed è diretto al centro commerciale è stata verificata la possibilità di realizzare un’apposita uscita già sulla 75 Centrale umbra all’altezza dello svincolo di Ospedalicchio". Traduzione: “In questo modo – ha detto Celia - è possibile drenare una buona parte del traffico prevedendo una viabilità dedicata”. E ancora: "Per chi è diretto al centro commerciale da Perugia l’idea sarebbe quella di utilizzare la terza corsia per far uscire il traffico non per l’attuale svincolo, ma nella complanare di viabilità dedicata per poi raggiungere il centro commerciale con attraversamenti in sottopasso che verranno appositamente realizzati. Sul lato della carreggiata da nord verso sud, la prevista terza corsia ha funzione non solo di rilasciare il traffico verso il centro commerciale ed anche alle attività commerciali, comunque già presenti nella parte ovest di Ponte San Giovanni, ma ha anche la funzione di ricevere dal centro commerciale il traffico verso la E45 in direzione Roma".  

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Questo è il progetto, poi ci vorranno i cantieri. E lì il traffico, che secondo quanto sottolineato dall'assessore Prisco, "è già da bollino rosso, e supera il 130 per cento in orari di punta", subirà nuovi disagi per costruire la terza corsia. "La prima cosa che faremo  - ha spiegato Celia - saranno le corsie supplementari per avere poi più spazio per il traffico. Si tratta di problemi che abbiamo portato a conoscenza del Comune con il quale abbiamo creato un apposito tavolo tecnico operando in modo proficuo e sinergico. Il cantiere avrà, comunque, sul traffico un forte impatto".

Sì, ma per quanto? La quantificazione temporale "di queste fasi di interventi è prevista in circa 18 mesi. A livello economico il progetto consiste in circa 18milioni di euro che trovano copertura nell’ambito del piano di regolamento della E45". Celia ha assicurato che “non ci sono problemi di sostenibilità finanziaria” e che comunque “va definito il contributo del privato sull’investimento di Anas”. Per l'assessore Prisco  “le stime proposte nella fluidità del traffico, rispetto agli interventi che verranno messi in campo sulla viabilità primaria e secondaria dovrebbero ridurre l’intasamento al di sotto dell’80 per cento. È chiaro - ha precisato il parlamentare di Fratelli d'Italia - che prima di aprire le attività vanno realizzate tutte le infrastrutture necessarie”. Prisco ha rimarcato che “questo intervento, carico di contributi economici e di oneri a favore dell’Amministrazione comunale, che in parte saranno rigirati ad Anas per interventi sulla viabilità principale, ci permette di andare a risolvere alcune questioni rimaste aperte nel territorio interessato”. 

E per il Nodo di Perugia? La palla spetta ancora alla politica. Al Governo, per la precisione, visto che in consiglio regionale era passata la mozione per il Nodo. Anas "non lo considera un tabù", ma "nell'attuale contratto di programma non c'è". In altre parole: "Se la politica decide che deve assurgere a priorità delle priorità per l’Umbria, valutando bene la soluzione progettuale ed arrivando ad una stima difendibile, se ne potrà sicuramente discutere". E anche: "La rampa di accesso per Perugia è uno degli elementi di maggiore preoccupazione. Il fatto che il progetto ‘Collestrada’ sia ad un livello di studio di fattibilità tecnico-economico, e riteniamo di portarlo in conferenza dei servizi dove tutti gli Enti possono portare osservazioni ed indicazioni, è utile per recepire proposte ed allargare quindi il cerchio egli interventi toccando così anche il nodo di Perugia. Se concordemente – ha detto - si ritiene assolutamente necessario ed improcrastinabile risolvere subito ed urgentemente anche il nodo di Perugia, nell’ambito degli intervento in questione, in maniera unitaria e coordinata l’Anas ne prende atto". 

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