"Fratta Todina non è razzista, ma 60 richiedenti asilo fanno saltare tutti gli equilibri"

Un sindaco del Pd criticata solo perchè ha ribadito al Prefetto, tramite lettera, quello che pensano i suoi cittadini sull'ipotesi di una accoglienza così importanti in un paesino da neanche 2mila anime. L'intervista al sindaco

Tutto nasce dalla telefonata di un cittadino: "Sindaco a lei risulta che ci stanno inviando 60 richiedenti asilo che saranno ospiti in una struttura alberghiera di Fratta Todina?". A quel punto il sindaco Giuliana Bicchieraro, all'oscuro di tutto, ha contatto il Ministero degli Interni e la Prefettura. Non c'è stata al momento nessuna conferma anche perchè in atto non c'è nessun provvedimento a riguardo, ma non si è certo escluso che anche il piccolo comune di Fratta Todina debba ospitare la sua quota di migranti. Tra Todi e Marsciano se ne contano una quarantina. 

Il sindaco, ascoltata la preoccupazione dei cittadini, ha preso carta e penna ed ha scritto alle istituzioni spiegando che Fratta Todina è una comunità aperta che considera i migranti residenti una ricchezza, ma che è troppo piccola per poter ospitare anche i richiedenti asilo. Una lettera che non è piaciuta a tutti e che alcuni giornali hanno criticato con titoli un po' forti. Da qui la decisione del primo cittadino di fare un'assemblea dove spiegare tutto ai cittadini e capire anche cosa ne pensano sull'accoglienza. Oltre 200 persone in piazza. Praticamente il 12 per cento della popolazione del piccolo centro della Media valle del Tevere. 

"Noi non siamo razzisti e chi lo dice fa un'operazione snob o da finti intellettuali. A Fratta Todina abbiamo ben 219 migranti su 1900 abitanti. Sono una ricchezza: pagano le tasse, lavorano, rispettano le leggi e noi cerchiamo soprattutto di fare il massimo per l'integrazione sociale e scolastica dei figli. Cerchiamo insegnanti di italiano per i più piccoli che devono entrare nelle classi scolastiche. Quindi la parola razzista è fuoriluogo. Ma ammetto che siamo preoccupati".

Cosa vi preoccupa nello specifico? "L'accoglienza dei richiedenti asilo è legata o più semplicemente percepita dalla popolazione con la questione sicurezza. Un piccolo centro come il nostro non ha mezzi e uomini delle forze dell'ordine che possano assicurare anche una vigilanza costante. Polizia e Carabinieri hanno un vasto territorio da gestire con criticità maggiori e superiori rispetto a quelle di Fratta Todina. La sicurezza è un fattore molto sentito dai nostri cittadini e dalla sottoscritta". 

Nella lettera avete detto chiaramente che l'ipotesi di 60 richiedenti asilo non è praticabile e non è di vostro gradimento. O no? "La sintesi è questa. Non ci è stata confermata questa cifra dalle istituzioni ma era necessario chiarire anche il nostro pensiero e i nostri timori. Un assemblea di 200 cittadini a Fratta è un evento raro e tutti sono concordi in una accoglienza proporzionata se accoglienza a Fratta Todina si rende necessaria". 

Cosa è emerso dall'assemblea? "Raccoglieremo le firme tra i cittadini per ribadire quello che le ho detto in questa intervista. In più chiedendo rassicurazioni sotto il profilo dei numeri e delle contromosse per garantire la sicurezza della nostra comunità. I razzisti non siamo noi, ma chi sfrutta i migranti e i richiedenti asilo". Mafia Capitale lo ha fatto capire a tutto il Paese... 

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