"Revocare la Croce di Grande Ufficiale al dittatore comunista Tito": la battaglia della Lega Trasimeno

Il senatore Briziarelli e gli eletti dell'area lacustre chiedono ai consigli comunali del territorio di fare pressione per la modifica della legge della Repubblica

Non solo fiori nel giorno dedicato al ricordo delle vittime delle Foibe, ma dalla Lega Trasimeno parte la richiesta di una mozione per la modifica della legge per la concessione delle onorificenze della Repubblica, così da poter permettere di togliere la croce di grande ufficiale a Josip Broz Tito.

Tra i vari i beneficiari delle onorificenze è presente Tito, dittatore jugoslavo al quale sono ascrivibili una serie di crimini tra i quali quelli perpetrati nelle terre giuliano-istriano-dalmate – dicono dalla Lega Trasimeno, capofila il senatore Lucs Briziarelli -. Chiediamo una modifica delle legge in quanto al momento le onorificenze possono solo essere revocate a persone ancora in vita, nonostante anche i deceduti continuino a restare iscritti all’albo ufficiale. Il Parlamento Europeo – spiegano dal Carroccio del lago - il 19 settembre 2019 ha equiparato Nazismo e Comunismo come ideologie responsabili di genocidi e omicidi di massa; la permanenza di Tito tra le figure meritevoli di onorificenza della Repubblica contrasta apertamente con le finalità della legge 92/2004".

La Lega chiede che tutti i consigli comunali del Trasimeno, con atto ufficiale, invitino il Governo italiano a modificare la legge n.178 del 1951 che regolamenta la concessione e revoca delle onorificenze, per permettere la cancellazione dei titoli di merito della Repubblica italiana anche a persone già decedute che in passato si sono macchiati di gravi crimini contro l’umanità.

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"Abbiamo creduto necessario - ha concluso il senatore Briziarelli - fare un atto concreto che vada nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che con le sue parole ha fatto finalmente chiarezza sia rispetto a chi vuole negare sia, cosa ancora più grave, rispetto a chi vuole giustificare una pulizia etnica nei confronti degli italiani che spesso viene mascherata come rappresaglia per i crimini nazi-fascisti”.

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