Regionali - Family Day Perugia, intervista a Vincenzo Aquino: "Natalità a picco in Umbria. Ecco le nostre idee"

Perugiatoday.it ha incontrato Vincenzo Aquino, coordinatore regionali di ANFM, le famiglie tradizionali con più di tre figli, per capire le loro richieste alla politica, i programmi e il caso della natalità quasi zero in Umbria

L’Associazione famiglie Numerose è tra i principali promotori del Manifesto del Family Day che verrà proposta ai politici dell'Umbria oggi pomeriggio alle 18,30 al Capitini di Perugia. Perugiatoday.it ha incontrato Vincenzo Aquino, coordinatore regionali di ANFM, le famiglie tradizionali con più di tre figli, per capire le loro richieste alla politica, i programmi e il caso della natalità quasi zero in Umbria.

Quanto conta la famiglia in Umbria? Quanto è stato fatto in termini di sostegno, anche in chiave natalità?
“Il nostro intento è quello del manifesto: che la famiglia sia messa al centro, cioè pensare a uno sviluppo umano, sociale ed economico per far ripartire la nostra regione. Per famiglia si intende anche il singolo: tutti veniamo da una famiglia, quindi quanto chiediamo va a beneficio dell’intera rete sociale. E’ da almeno dieci anni che in Umbria portiamo avanti le stesse istanze: ricordiamo la legge di iniziativa popolare del 2010, approvata ma lasciata in un cassetto, che chiedeva proprio di applicare misure urgenti per incentivare la natalità. Ebbene, nulla è stato fatto, e proprio in questo lasso di tempo la natalità in Umbria è crollata a picco".

Insomma un giudizio molto negativo sui Governi dell'Umbria degli ultimi 10 anni. Ma qual è la vostra ricetta per tutelare la famiglia, piccola o grande che sia, tenendo conto delle criticità della nostra Regione? "Sono tante le cose che si possono fare: anche nei confronti delle coppie si può fare molto per sostenerle ed aiutarle a stare bene. Una coppia ben salda può dare vita ad una famiglia felice. Poi ci sono tutti quei servizi come i nidi, le rette, e i tempi di conciliazione tra famiglia e lavoro, da promuovere anche con un welfare aziendale serio nel privato e questo per tutti, non solo per chi ha un Isee basso; ma anche favorire la creazione di centri famiglia per sostenere la genitorialità". 

Spesso nei vostri convegni portate ad esempio il welfare familiare applicato in altre Regioni. Quali sono gli esempi virtuosi da importare in Umbria? "Per quanto riguarda la sanità chiediamo ad esempio dei ticket gratuiti per tutti i figli fino a 18 anni, così come ha fatto la regione Emilia Romagna. Le misure che ci sono adesso non bastano. Anche il ruolo dei nonni che tante volte si prendono cura dei nipoti è da valorizzare con un sostegno economico, ad esempio. Sui trasporti pubblici: come in Trentino, sarebbe utile fare un pass per le famiglie per utilizzare i mezzi pubblici. Quello che si sta muovendo: intanto abbiamo iniziato un’azione con i Comuni, che sentono fortemente il problema della natalità e molti ci hanno chiesto indicazioni. Con il progetto 'Comuni Amici della Famiglia' si è diffusa la sensibilità a questi temi”.

Come vive una famiglia numerosa? "In Italia e in Umbria una famiglia è considerata numerosa dai 3 figli in su. Ci sono però famiglie molto numerose con 4, 5, 8 figli o più che vanno avanti pur in un Paese in cui non è riconosciuto nessun valore a chi mette al mondo più figli, che saranno i cittadini del domani".

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