Elezioni Umbria, l'opposizione scricchiola e i civici si "allontanano" dal Pd: "Chiedevamo discontinuità e invece litigano ancora sulle poltrone"

L'idea di Andrea Fora: "Portare avanti il progetto nato per le elezioni. Vincenzo Bianconi è con noi". Duro post sulla sua pagina Facebook

Scricchiolii dai banchi dell'opposizione. Prima ancora di sedersi ai banchi della minoranza di Palazzo Cesaroni, le realtà che hanno sostenuto Vincenzo Bianconi, Pd e le espressioni della lista del candidato presidente, sembrano destinate ad allontanarsi. Per poi, ritrovarsi, chissà, sulle questioni pratiche. Ma al momento è il tempo dei distinguo, all'insegna del vero rinnovamento, assicurano i protagonisti, che è stato alla base di un lavoro iniziato da mesi nell'area civica che ha fatto capo prima ad Andrea Fora e poi allo stesso Bianconi. Proposizione piuttosto che opposizione, ha ribadito da subito il candidato uscito sconfitto dalla tornata elettorale, lo conferma lo stesso Fora, che quel progetto ha continuato a sposare anche quando il suo nome è stato messo da parte, soprattutto in virtù dell'accordo romano tra Pd e Cinque Stelle. Un progetto che non vuole essere disperso, ma intende proseguire oltre le urne, con un nuovo soggetto politico, non partitico - “Ce ne sono già troppi, per carità” -, più probabilmente un'associazione che si muoverà sul territorio regionale, “ma oltre le elezioni e non finalizzato agli appuntamenti elettorali solamente”. Nomi e modalità sono ancora da definire, ma l'idea, spiega Andrea Fora, è valorizzare le tante persone “che ci hanno messo la faccia e si sono impegnate” per animare il progetto che, fino al 27 ottobre, ha avuto il nome di lista Bianconi Presidente. E di questo soggetto, ovviamente, anche il candidato presidente farà parte, “Certo, abbiamo iniziato insieme. E insieme andiamo avanti”.

Le ragioni del distinguo rispetto al Pd e le intenzioni future, Fora le ha messe nero su bianco in un post pubblicato sulla sua pagina.

“Nei giorni in cui le bacheche dei social e gli editoriali dei quotidiani strabordano di considerazioni post voto, io guardo al futuro dell’Umbria e lavoro al progetto che a breve presenteremo per dare continuità al grande sforzo messo in campo dal nostro movimento civico in questo periodo. L’unica cosa che mi interessa è costruire proposte serie che cambino la vita dei nostri cittadini e delle nostre comunità. E lo faremo con tutto l’impegno che potremo.

Di cosa è stato sbagliato agli umbri interessa poco, decisamente.

Era stato chiesto cambiamento, forte, netto, con il passato. Non tutti coloro che hanno votato Lega lo hanno fatto per convinzione politica. Ma tutti chiedevano persone, metodi, stili e facce nuove. E non accordi a tavolino fatti a Roma sulla pelle dei cittadini umbri.
A me pare chiara l’analisi, senza compiere eccessivi sforzi interpretativi. Sarebbe fin troppo facile per me, visto il percorso che avevamo avviato a luglio, dire che gli accordi fra due partiti fatti a Roma sulla testa dei cittadini umbri sia stata la peggior scelta compiuta.
Un patto costruito in 5 giorni che ha stravolto un percorso avviato da 3 mesi e un Pd che non ha saputo minimamente mettersi in discussione al proprio interno ricandidando gran parte dei consiglieri uscenti è stata un’alchimia letale”.
“Avremmo perso forse ugualmente con il percorso avviato inizialmente, ma con maggior dignità e forse con qualche possibilità in più di gettare le basi per ricostruire un progetto politico nuovo – prosegue ancora Fora - L’unica cosa che devo rimproverare a Vincenzo Bianconi è l’essersi assunto la responsabilità di questa sconfitta. Vincenzo è una persona generosa, che come avevo fatto io precedentemente, si è messo a disposizione di un progetto complesso, mettendoci il cuore e la passione. Abbiamo chiesto insieme discontinuità e cambiamento ai nostri compagni di viaggio, nei metodi, nei contenuti, nelle persone. Cambiamento che non c’è stato. Nel nostro piccolo in venti giorni, dopo aver vanificato un progetto civico costruito in tanti mesi, abbiamo ricostruito una lista civica che è stata votata da 16.800 umbri. Senza organizzazione, senza soldi, senza correnti, senza partiti, senza grandi elettori.
I saggi dicevano errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
E’ incredibile che dopo neanche due giorni dal disastro dei partiti di centrosinistra già qualcuno stia litigando nel Pd per accaparrarsi i rimasugli delle cariche istituzionali della minoranza e per riprendersi il controllo di un partito ormai agli sgoccioli. Niente, non c’è speranza”.

“Noi faremo un’altra cosa. Mentre loro litigano per le poltroncine diventate sgabellini monchi, continueremo a parlare con le persone, in viaggio per l’Umbria – conclude il post - E costruiremo un progetto vero di cambiamento. Quello che abbiamo provato a fare in questi pochi mesi. Questa volta con più tempo, senza ingombri, con i contenuti e i progetti. Che è quello che sappiamo fare.
Almeno non avremo più candidati dei partiti della nostra coalizione che inseguono gli incontri che faremo nei territori piazzandone altri alla stessa ora e negli stessi luoghi, come è successo in campagna elettorale. Mentre loro saranno impegnati a litigare, noi saremo in mezzo alla gente. Come la settimana scorsa. In viaggio. Perché non è la meta ciò che ispira la partenza, ma ciò che scopri durante il percorso”.

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