Elezioni regionali, Verini e l'estate del Pd: "A fine luglio il candidato presidente"

Il commissario archivia primarie e congresso: "Tutti gli organi sono decaduti", la squadra per "portare idee nuove". I nomi

Verini in versione Scheler. E il ritorno alle cose diventa la priorità della lunga estate del Pd dell'Umbria, prima che l'autunno porti le elezioni regionali. "E' sbagliato partire dai nomi. Abbiamo bisogno di parlare di idee, progetti e programmi. Poi di persone e candidati". L'uomo che Zingaretti ha scelto per traghettare il Partito Democratico proprio dentro l'uragano dice che nel partito ha trovato "la voglia di dire basta alle liti interne. Non si può fare riunioni di condominio rissose. Chi vuole litigare lo faccia fuori dal Pd". E no, niente congresso straordinario o primarie per il candidato presidente. Nuragico: "C'è un commissario, tutti gli organi sono decaduti". E anche: "Bisogna girare la testa verso la società, non guardarsi l'ombelico".

Il come comincia con la squadra di Verni, il 'gruppo di lavoro' (autobattesimo fatto in casa dal Pd) composto da 16 membri. Poi una specie di direzione, dice, "sindaci, segretari delle unioni comunali, persone della precedente direzione" e cita il professori "Gammaitoni e Ferrucci". Il gruppo di lavoro e la specie di direzione "guideranno tutti i passaggi da qui alle regionali, insieme al commissario". Perché "non esistono decisioni valide se calate dall'alto o se prese con gli accordi tra correnti e capibastone. Questo ci ha portato al disastro". 

Time out tecnico: "Questo gruppo di lavoro e il commissario (cioè Verini) non si candidano a niente". In altro modo: "Sono fuori dalla corsa elettorale per le regionali". In un altro ancora: "Ci servono persone che vengano a proporre idee, non se stesse. Dobbiamo ritrovare credibilità per le cose che proponiamo, non per i posti che occupiamo. Abbiamo bisogno di ossigeno e idee". E' "aperto a tutti, a chi vuole dare una mano", spiega Verini, che intanto, nel dubbio, pianta paletto grosso come una sequoia. Forse il primo di una lunga serie prima delle urne autunnali.

Avanti con Verini: "Non siamo rassegnati all'idea che l'Umbria sarà governata dal centrodestra. C'è un centrosinistra che ha delle carte enormi da giocare". Poi, il monito: "Non è più il tempo di considerare il potere come un fine".

Quindi l'estate del Pd sarà più o meno così: "Ci sarà una fase di ascolto della società umbra e dei corpi intermedi fino a metà luglio, poi ci sarà una sintesi in un momento regionale dove tutto il Pd si incontrerà senza risse e liti interne. Una due giorni per definire le 10 idee per chiedere di strutturare un'alleanza progressista e aperta alla società. Una volta che avremo definitivo una piattaforma sceglieremo il criterio per la scelta della leadership e delle liste". Il tutto "a fine luglio".
Ma attenzione: "Io non farò il notaio - ha sottolineato Verini - , ma non sarà una mia decisione univoca. Voglio che sia una cosa condivisa nel segno del rinnovamento e della discontinuità programmatica". Poi ad agosto "feste dell'unità, perché sono un momento di incontro" e a settembre "campagna elettorale".

E a proposito di rinnovamento "a me non interessano facce nuove che fanno errori vecchi. Le neo-rottamazioni devono rottamare i difetti e i vizi della politica, non le persone. I nomi sono la conseguenza delle cose". Scheler, più o meno. Funzionerà? 

Ecco i nomi del gruppo di lavoro di Verini
Paolo Baiardini, Claudia Bastianelli, Daniele Benedetti, Christian Biagini, Ramona Furiani, Daniele Gentili, Francesco Maria Giacopetti, Marko Hromis, Mattia Nunnarelli, Cristina Papa, Andrea Pensi, Carlo Rossini, Marina Sorci, Pierluigi Spinelli, Mohan Testi, Francesca Vagniluca.

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