Elezioni regionali, il Partito Comunista dell'Umbria è già pronto: Rossano Rubicondi candidato presidente

Mazzate ai partiti di sinistra, bordate al Pd: "Partito apertamente liberale, impegnato in un conflitto con la destra che nasconde in realtà due diverse prospettive del capitalismo"

Il Partito Comunista c'è e corre da solo. E ha già il candidato presidente per le elezioni regionali in Umbria. Con una nota ufficiale, il partito annuncia che "che parteciperemo alla competizione elettorale regionale del prossimo autunno con la candidatura del compagno Rossano Rubicondi a Presidente della regione Umbria".

E ancora: "Una candidatura significativa nel panorama attuale: operaio ed ex-sindacalista, Rossano Rubicondi è sempre stato in prima fila nelle lotte dei lavoratori con caparbietà e competenza, al loro fianco anche a costo della propria carriera sindacale. Abbiamo aperto tavoli programmatici con lavoratori, forze sindacali ed esperienze locali il cui obbiettivo è il ribaltamento del sistema capitalistico e la costruzione del socialismo e che fanno propria la prospettiva di una riconnessione del blocco sociale di riferimento dei comunisti, riconnessione che riteniamo essenziale per la costruzione di un'opposizione reale ai governi antipopolari, sia di destra che di centrosinistra, in Umbria e nel nostro paese".

Una corsa in solitaria per il Partito Comunista, contro tutti. Perché, dicono, "in questa fase, il Partito Comunista rappresenta un'eccezione rispetto alla sedicente sinistra "antiliberista", che continua a perdere consensi".

E non hanno parole dolci per il Pd: "La fase politica attuale vede, in Umbria e in Italia, i settori più reazionari della politica guadagnare consensi, sull'onda di una propaganda martellante e spesso vuota di contenuti reali. In questo contesto, in Umbria, "Concorsopoli" ha certificato la bancarotta politica e morale di un Partito Democratico ormai unicamente dedito alla difesa di rendite di posizione, che gli vengono dall'aver costruito nella nostra regione un sistema di potere di cui "Concorsopoli" è solo la manifestazione più eclatante".

Ancora bordate: "Cercare di collocare il PD nel campo della sinistra è una maldestra mistificazione: si tratta di un partito apertamente liberale, impegnato in un conflitto con la destra che nasconde in realtà due diverse prospettive del capitalismo: quella liberale-globalista e quella reazionaria-sovranista. Le classi popolari non hanno nulla da guadagnare da questo scontro, che le vede esclusivamente come una riserva di voti a cui verrà al massimo concessa la soddisfazione della "vittoria elettorale", una vittoria che porterà loro soltanto ulteriore compressione dei diritti, sfruttamento e impoverimento".

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