Elezioni regionali, Calabrese: "Andrea Romizi presidente della Regione Umbria, è la scelta migliore"

L'ex assessore 'presenta' Progetto Umbria: "Perugia di nuovo al voto in primavera? Sono maturi, capiranno"

Dice: "Lo dovevo scrivere". Indizio facile in più: "Non perché è di Perugia, neanche perché ne è il sindaco, ma proprio perché, nel ruolo, in questi anni ha dimostrato, sul più difficile campo istituzionale possibile, di avere carismi e attributi che servono per comporre e guidare il riscatto umbro. Come ancora ‘certificato’, con il loro voto, dai cittadini che ha governato in questi anni". Tradotto in breve: "Andrea Romizi presidente della Regione Umbria". 

Elezioni regionali Umbria, Modena: "Romizi candidato presidente? Meglio un incarico nazionale"
 

Per Francesco Calabrese, ex assessore del Comune, "è la scelta migliore". Il fautore - insieme al fratello e all'ex deputato Laffranco - della lista Progetto Perugia da circa 15% alle elezioni amministrative, esce allo scoperto anche per la 'presa' semicivica di Palazzo Donini. Una scampanellata al portone della Regione Umbria e a certi "tavoli nazionali".

Un lunghissimo post su Facebook che lancia 'Progetto Umbria, Romizi presidente' per le elezioni regionali d'autunno. Si attendono reazioni nel centrodestra. Che dirà la Lega? Che dirà Fratelli d'Italia? Ognuno aveva pronto il suo candidato. O, almeno, così sembrava. Estate bollente in arrivo sul fronte coalizione, questo è certo.

Ma Calabrese (stile coro da stadio, prego) dubbi non ne ha. E visto che "tutti lo sanno", dice lui, "la migliore scelta è il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi", perché "nella particolarissima situazione umbra, non ci possiamo permettere quegli schemi di ‘tavoli nazionali’ che piazzano bandierine, che da noi atterrerebbero in una difficilissima realtà, anche di ‘ambiente istituzionale’. Ancor più considerato che oramai la gran parte dei comuni umbri, la pressoché generalità di quelli maggiori, sono stati affidati dai cittadini a nostre amministrazioni, per il livello regionale oggi serve che mettiamo in campo la migliore scelta possibile". 

Non basta? Lo avevamo detto, il post è lunghissimo. Estratti di argomentazione dell'avvocato: "Ha già dimostrato di saper razionalizzare e riqualificare la spesa pubblica, che a quei livelli consentirebbe di liberare importanti risorse, da destinare al dovuto supporto, finalmente, dei comuni umbri e di rinnovate strategie di sviluppo dei nostri territori". E anche: "Ha già dimostrato di saper ricomporre rinnovate visioni e strategie di sviluppo in un difficile e molto complesso tempo di passaggio, che impone coraggiosa capacità di elaborazione e governo dei processi di cambiamento in corso, di tanto radicale portata nelle strutture economiche e sociali, che non hanno possibili precedenti paragoni". Dritti alla conclusioni, giusto per chiarire ulteriormente il concetto: "Non voglio dipingere un santino, i tanti che ormai conoscono Andrea Romizi sanno riconoscere queste descrizioni ed è con questa candidatura a Presidente della Giunta regionale che si può comporre il vero e più alto progetto politico che serve all’Umbria". Eccolo. Tombola. Asso sul tavolo a prima mano. 

Chiusura con laccio californiano al centrodestra, giusto per scaldare un po' di più l'estate politica: "Sui tavoli nazionali trovate gli ‘equilibri’ che ritenete, con le altre regioni o anche i collegi del prossimo Parlamento, fate come preferite, ma lasciateci decidere come ricostruire la migliore prospettiva per la nostra terra, mi verrebbe da dire “l’Umbria agli umbri”". Di più: "Ogni altra ipotesi equivarrebbe ad altri cinque anni persi che, per come siamo messi, non ci possiamo più permettere". E di nuovo: "Una responsabilità storica che non ci sarebbe perdonata". E anche: "Si mettano tutti una mano sulla coscienza, alzino lo sguardo dal proprio ombelico e consentano alle comunità cittadine umbre di potersi finalmente rialzare, tutte e tutte insieme".

E già che c'è, via, l'avvocato Calabrese, già assessore, si tuffa in parata preventiva alle critiche: "Capisco perfettamente che ad elezioni comunali ancora calde può sembrare scenario atipico, ma a chi mi dice che i perugini, che dovrebbero tornare al voto la prossima primavera, “non capirebbero”, rispondo subito che proprio loro in questi anni hanno dimostrato, non solo con il voto che nel 2014 diede il via alla ‘rivoluzione umbra’, ancora con quello di oggi, di avere un tale livello di partecipata e lungimirante maturità dal poter comprendere che la ‘missione perugina’ potrà procedere con ben altra efficacia e celerità se parte di un coerente contesto regionale. Dentro le nostre mura comunali non andremo molto lontano, mentre con Andrea Romizi a Palazzo Donini, peraltro a cento metri da Palazzo dei Priori, insieme alle altre comunità cittadine umbre, non può essere diversamente, ce la faremo".

A ben vedere, più che una scampanellata a Palazzo Donini, questa sembra più un ingresso morbido come potrebbe fare la Swat.

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