Voto a Perugia, la campagna elettorale si scalda. Romizi: "Grande sforzo sui debiti del passato, tasse giù". Giubilei: "Cambiale in bianco per i cittadini"

Il sindaco uscente tira le somme: "Ridotto il debito da 800 a 600 euro pro capite, abbasseremo la Tari del 10%" Il candidato del centrosinistra all'attacco: "Dalla conferenza programmatica di Montemorcino non è venuta fuori un'idea di città"

La campagna elettorale per le amministrative di maggio a Perugia si inizia a scaldare. L'incontro programmatico della lista Romizi sindaco di domenica a Montemorcino è stata la prima occasione pubblica per la corsa al Romizi bis, in occasione della quale, oltre alla presentazione della lista che lo appoggia, il sindaco uscente ha potuto fare un primo bilancio del quinquennio che si avvia a conclusione: "In questi cinque anni abbiamo dato e ottenuto tanto. In primo luogo abbiamo lavorato per migliorare i conti visto che partivamo da un disavanzo di 36.648.310 euro. Abbiamo tagliato il superfluo, senza toccare i servizi per i cittadini. Per esempio, portando la spesa per la locazione passiva fa 3 milioni a 500mila euro. Abbiamo persino eliminato le bottigliette d'acqua in consiglio comunale che ci costavano 800 euro l'anno e le abbiamo sostituite con la fontanella di Umbra Acque" spiega il sindaco al Corriere dell'Umbria. 

"Adesso posso dire con soddisfazione - prosegue - che il debito pubblico a Perugia sta diminuendo in maniera importante nonostante i tagli ai trasferimenti dello Stato. Il debito pro capite è passato da 800 euro del 2014 a 600 euro del 2018 e sarà ancora inferiore nel 2019. Una volta sistemati i conti possiamo permetterci di guardare oltre. Voglio ripartire da una riorganizzazione della macchina comunale, nuove assunzioni per offrire servizi migliori ai cittadini". Romizi propone anche un "patto fiscale e tariffario" tra amministrazione e cittadini che. tra le altre cose, avrà come obiettivo la riduzione del 10% della Tari. I punti programmatici sono 9: Perugia 5.0 ovvero una città ultradigitale, famiglia e politiche sociali, sicurezza urbana, politiche di bilancio, turismo e cultura, mobilità sostenibile, politiche ambientali, scuola e sport, cura del territorio. "Non possiamo fermarci ora, abbiamo ancora tanto da fare". 

A Romizi replica il candidato sindaco del centrosinistra, Giuliano GIubilei: "Che messaggio è arrivato da Montemorcino? Che se dovesse vincere, la prossima Giunta Romizi per la città farà quello che ha fatto in questi cinque anni: niente. Non c’è un progetto, un’idea di città, un’indicazione di come debba essere una Perugia del futuro. Solo la promessa - una promessa non si nega a nessuno - di una diminuzione delle tasse e l’impegno a migliorare i servizi. E per questo basta poco visto come sono scadenti" commenta il candidato del centrosinistra che incalza il primo cittadino uscente su alcune tematiche specifiche: "Che cosa farà Romizi per l’ambiente, per contrastare il consumo di suolo, per i giovani che si sentono “estranei e respinti” dalla città (parole degli stessi studenti di Perugia), per gli anziani, per riqualificare i quartieri più in difficoltà? Niente, nemmeno una parola concreta. Che ne sarà del progetto del Turreno, dell’ex Mercato coperto, delle misure per ridare vita al centro storico? Mistero. Delle politiche per la cultura e il turismo, dell’emergenza lavoro (Perugia in picchiata), della sicurezza? Bisognerà aspettare un’altra occasione per saperlo".

"Solo su due temi il sindaco ha speso qualche parola in più e guarda caso sono due argomenti presi (legittimo, per carità…) dal nostro programma. Dopo aver convinto i perugini che possono andare a prendere il caffè da Sandri con la macchina come nei favolosi anni ‘60 ora il sindaco scopre la mobilità alternativa e con un progetto la cui fattibilità e sostenibilità sono tutte da verificare - incalza Giubilei - Noi parliamo da mesi di trasporto su ferro, di mezzi elettrici, di mobilità sostenibile, di parcheggi e di tariffe. Va benissimo la conversione, ma a Romizi fa un po’ difetto la credibilità".

Dell’altro tema invece "siamo un po’ gelosi. È la partecipazione. Anche questa è una scoperta recente dell’attuale Giunta, perché per cinque anni il termine è scomparso dai radar. Andare nei quartieri più lontani dal centro per verificare… Noi invece - e anche questo non lo diciamo da oggi - daremo vita a Consigli territoriali elettivi (naturalmente senza alcun gettone) che ristabiliranno un dialogo tra Palazzo dei Priori e territori".

Insomma, al momento, afferma ancora, Romizi e la lista che lo sostiene per Perugia "non sanno e forse non vogliono andare oltre il piccolo mediocre cabotaggio con cui hanno amministrato la città in questi anni. Ma la nostra città ha bisogno di qualcosa di più, di un progetto che abbia l’ambizione di immaginare una Perugia che guardi al suo futuro e che si riprenda lo spazio e il ruolo che gli spetta come guida della comunità regionale e come modello da seguire per molte città italiane". E tutto questo senza contare il peso delle brutte compagnie che sostengono Romizi nel suo tentativo di bissare i cinque anni in Comune 

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