EDITORIALE. Stati generali dell'Umbria, alleanza con gli umbri, primato dei territori... per risorgere

La festa post-vittoria è finita. La nostra regione è ai minimi termini e rischia l'estinzione. I consigli (non richiesti) alla Tesei per invertire la rotta. L'umiltà di copiare i provvedimenti coraggiosi delle altre regioni dove la crisi è finita

Un vecchio politico socialista era solito dire ai giovani rampanti intenzionati a candidarsi alla guida di un comune o di un'alta istituzione umbra: "Ricordate: quando si vince si festeggia solo la prima notte e poi dal giorno dopo bisogna iniziare ad incollare i cocci lasciati sotto il tappeto da chi vi ha preceduto". Purtroppo questo insegnamento-monito vale anche per la neo Governatrice Donatella Tesei e la sua maggioranza di centrodestra più civici. Passata la festa per la storica vittoria, ora tocca iniziare a mettere mano a fascicoli da brividi: tasso di disoccupazione intorno al 10 per cento, natalità zero, spopolamento-emigrazione, riorganizzazione della macchina-sanità, ricostruzione, piano anti-burocrazia, piano trasporti, sostegno vero con risorse certe per le famiglie. Senza dimenticare una oscura e fondamentale manovra: motivare dirigenti e personale, ruotare i potenti super-dirigenti, sostituire chi va in pensione (con uomini capaci ma anche di fiducia). 

Detto questo appare evidente che la "festa è finita". Bisogna però essere anche molto sinceri, al di là delle solite psicopatologie da tifosi della politica: per rilanciare e dare un futuro all'Umbria ci vuole tempo e pazienza. Se si vuole veramente cambiare marcia non servono né le soluzioni tampone, né tantomeno quelle spot da eterna campagna elettorale (un male questo che spesso contagia le giunte di centrodestra nel Paese). Non servono neanche progetti singoli per i "singoli settori". Ma serve il coraggio di fare un piano unico, un Salva-Umbria, che va a contagiare tutti i settori dell'economia, del sociale e dello sviluppo. Una lunga e larga strada progettuale. L'esatto contrario di quello fatto fino ad oggi. Tutto è collegato. Un esempio: il turismo va sviluppato ma senza infrastrutture (strade, aeroporto..) e senza un marketing internazionale, nuovo e capace, (possibilmente senza mettere foto della Toscana se si parla con i tour operator di mezzo mondo...) resteremo sempre una terra di passaggio, di scoperta da parte di piccoli gruppi. Turismo-infrastrutture-marketing-territoriale vanno di pari passi con la formazione professionale, con la ricollocazione dei disoccupati, con le nuove opportunità per i giovani, con i finanziamenti mirati per sostenere start-up e l'internazionalizzazione delle nostre piccole-medie aziende. 

E tutto questo è legato anche al primato della famiglia - dichiarato dalla nuova maggioranza - per un welfare e una sanità di territorio, per l'incremento della natalità - vero dramma regionale - e allo stesso tempo per arginare l'emigrazione non solo dei giovani ma anche degli over 40. Tutto è collegato e quindi serve una visione da qui a 5 anni - per i primi risultati - e da qui a 10 anni - per il cambio di rotta rispetto al passato -. Ora siamo onesti: sia la Tesei che l'attuale maggioranza, da soli, andranno molto più piano rispetto ad una alleanza forte con la società civile, con il popolo. Per questo, come fatto per la Marini ai suoi tempi, rilanciamo una coraggiosa operazione di ascolto, di mediazione e infine di pianificazione: gli Stati Generali dell'Umbria per il futuro e per l'alleanza degli umbri per gli umbri (ovviamente sono umbri tutti quelli che vivono, lavorano in questa terra, non contano le radici familiari). Dove la politica ascolta, mentre imprenditori, associazioni, artigiani  e sindacati invece parlano. Poi tutto questo materiale raccolto deve diventare parte del progetto Salva-Umbria. E ogni due mesi, a tavoli uniti, si fa il punto. Con dei summit mirati in tutti i territori dell'Umbria. 

Inoltre bisogna avere l'umiltà di copiare calando il tutto nel contesto umbro. Sì, copiare. Sfruttando la rete consolidata di governo del centrodestra e della Lega che governa regioni ricche e complesse come: Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli. Copiare i provvedimenti che hanno portato benessere e anche quelli valoriali. Qui devono essere bravi gli assessori umbri a studiare ed avere rapporti con i colleghi di queste regioni. Se la Tesei avrà questo coraggio e questa umiltà allora l'Umbria tornerà, non subito, ad essere quel posto ideale dove vivere. In caso contrario l'ultimo che esce spenga la luce. 

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