Dimissioni Marini, è il giorno della verità: resa dei conti in consiglio regionale

Oggi il voto sulle dimissioni della presidente, indagata nell'inchiesta sanità: Pd in ordine sparso

Il giorno della verità è arrivato. Il consiglio regionale dell'Umbria al voto sulle dimissioni di Catiuscia Marini da presidente della regione. Il Pd ha attraversato giorni di passione e tormenta per arrivare a questo punto. A questa scelta: accettare o respingere l'addio?. Per dirla ufficialmente: "La presidente Donatella Porzi ha convocato l'Assemblea legislativa dell'Umbria per sabato 18 maggio alle ore 10, come prosecuzione della seduta dello scorso 7 maggio. All'ordine del giorno la mozione presentata dai capigruppo della maggioranza (Chiacchieroni-Pd, Rometti-SeR, Solinas-Articolo 1/MdP, Brega Misto-‘Liberi e Forti’) con cui invitano la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, “a recedere dalle dimissioni ai sensi dell’articolo 64, comma 3 dello Statuto regionale”. 

Stamattina, prima della seduta, si tenterà l'ultima mediazione interna al Partito Democratico ed estesa anche alla maggioranza per trovare l'11esimo. La quota salvezza per continuare il campionato, scollinando le elezioni europee e amministrative. E magari anche l'autunno.
In altre parole: riunione di maggioranza e ufficio di presidenza prima delle 10 per convincere Paparelli a non staccare la spina. Leonelli non sente ragioni (da un po', e con lui anche il commissario Verini) e il voto è appeso alla decisione del vicepresidente regionale (Barberini non sarà in aula, la Marini sì ma non parteciperà al voto).

Il documento per tentare di portare avanti la legislatura, comunque con scadenza anticipata, per approvare sette punti prioritari è andato in cenere. Roma tace, la maggioranza non c'è e oggi si vota senza numeri certi. 

Accanimento terapeutico - Intanto, anche il Pd di Perugia chiede di staccare la spina: una nota (non firmata) e un post su Facebook. Spoiler: basta così. Svolgimento per esteso: "Meglio ripartire con disciplina e onore, come impone l’articolo 54 della Costituzione. Rivendicando tutto quanto di giusto e importante è stato fatto in questi anni, tra cui uno dei migliori servizi sanitari regionali d’Italia, ma riconoscendo allo stesso tempo errori e mancanze".

E ancora: "Il punto non è il garantismo, che non può significare attendere come nulla fosse che i processi penali facciano il loro corso. La responsabilità penale, che è personale, non può coincidere con la responsabilità politica, che è collettiva: in questo caso, i processi penali ci saranno proprio perchè la politica non è riuscita ad arrivare prima della magistratura. E se alcuni fatti e comportamenti non verranno riconosciuti come reato, come ogni garantista si augura, nondimeno i fatti e i comportamenti restano e devono interrogare tutti, anche chi è totalmente estraneo ad essi. A questo punto appare chiaro come manchino le minime condizioni politiche per garantire un governo solido e riforme serie per l’Umbria. Provare a farlo sotto assedio, con un logorante stillicidio quotidiano, significherebbe solo prolungare una lenta agonia, con una sorta di accanimento terapeutico che non serve all’Umbria e agli umbri. E tanto meno al Pd".

E ribadiscono: "È giunto quindi il tempo di dare un chiaro e netto messaggio di cambiamento. E’ giusto farlo. Siamo obbligati a farlo. Ma farlo valorizzando una storia di governo che ha cambiato in meglio l’Umbria, anche in questi ultimi anni. E senza nascondersi limiti e criticità. Ed introducendo cambiamenti profondi rispetto a quegli aspetti di un sistema che in alcuni suoi ambiti ha cercato di produrre consenso con metodi e favoritismi, che non appartengono alla storia del PD e ai valori dei tantissimi elettori che ogni giorno combattono per affermare merito, talento e professionalità. Occorre voltare una pagina importante nella storia di questa Regione, per aprire tutti insieme un nuovo percorso partendo da tutto ciò che di buono è stato fatto per tornare ad essere credibili e in sintonia con le persone. Non ci sono altre strade per far vedere di aver capito. Questo ci chiedono i tanti cittadini che stiamo incontrando in questa campagna elettorale per le amministrative, questo si aspettano dai nostri consiglieri regionali eletti nella lista del Pd". 

Dal Movimento 5Stelle, l'onorevole Filippo Gallinella attacca (su Facebook): "Mi auguro che il 18 mattina si chiuda questa vicenda e che il Pd si prenda le proprie responsabilità politiche. Sarò davanti al Palazzo della Regione per attendere la buona notizia e immaginare che un futuro diverso per la nostra Umbria ora sia possibile. Basta rinvii". 

 

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