Il centrodestra attacca il Governo sul decreto sisma: "Non risolve l'emergenza e abbandona i cittadini"

I senatori Modena e Briziarelli: "Documento spot prima delle elezioni, poi la modifica. Maggioranza solo tasse e bugie"

Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia attaccano il governo sul decreto sisma, "passato da 9 articoli a una cinquantina" e su cui non è stato possibile andare incontro alle esigenze delle popolazioni colpite dal sisma - è l'accusa - perché "non ci sono stati i tempi per discuterne alla Camera".

È la posizione espressa dai senatori delle opposizioni in una conferenza stampa congiunta a Palazzo Madama. "Le nostre proposte arrivano dai sindaci e dagli imprenditori del cratere che si sentono abbandonati - ha detto Alessandra Gallone di FI - Il terremoto è una cosa seria e ci saremmo aspettati che venisse affrontato in modo pragmatico e risolutivo ma non ci stanno permettendo di farlo. Crediamo quindi che sarà l'ennesima pezza e non un testo unico per le emergenze come ci saremmo aspettati".

Le opposizioni quindi respingono con forza l'accusa di ostruzionismo mossa dalla maggioranza, rispetto alla discussione parlamentare del decreto. Come ha ricordato Paolo Arrigoni della Lega, "il decreto è stato licenziato tre giorni prima delle elezioni in Umbria, Conte l'ha usato". E ha continuato: "Alla fine è un decreto che ha avuto una scarsa istruttoria e senza troppa interlocuzione con sindaci e governatori e secondo noi le norme hanno ingarbugliato il già farraginoso sistema che rischia di rallentare ancora la ricostruzione".

Forza Italia attacca il dl sisma che "non risolve la grave situazione dei territori terremotati e non affronta le emergenze ancora in piedi". Lo hanno detto le senatrici di Forza Italia, Alessandra Gallone e Fiammetta Modena, nel corso di una conferenza stampa sul dl sisma che si è svolta a palazzo Madama. "Le nostre proposte arrivano dai sindaci, dai cittadini e dagli imprenditori delle zone del cratere che si sentono abbandonati e che vedono sprecata anche questa occasione", ha osservato Gallone. "Chiediamo un Testo Unico per le emergenze - ha proseguito - la trasformazione delle aree del cantiere in Zone economiche speciali, una semplificazione fiscale e la stabilizzazione del personale che lavora alla ricostruzione".

"Non è nostra intenzione usare il dl sisma contro il governo perché le proposte che avanziamo sono di buonsenso ma questo testo non funziona e non risolve. Purtroppo - ha concluso Gallone - l'Italia non merita un governo come questo, raffazzonato e pericoloso".

"Il dl sisma - le ha fatto eco la collega Modena - non risolve tre grandi problemi rimasti aperti sul territorio: l'emergenza abitativa, con molti territori ancora invasi dalle macerie, quella lavorativa e imprenditoriale e soprattutto lo spopolamento di tantissimi Comuni".

"Questa maggioranza tutta tasse e bugie non ha vergogna nemmeno quando si affrontano questioni delicate come quelle legate al sisma del 2016. In questa conferenza stampa smascheriamo un provvedimento vuoto nato in tutta fretta e varato a soli tre giorni dalle elezioni umbre, passato alla Camera dai 9 articoli iniziali ai 50 attuali senza comunque scogliere alcuni nodi fondamentali".

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Cosi' i senatori della Lega in commissione Ambiente, Paolo Arrigoni, Luca Briziarelli, Giuliano Pazzaglini e Francesco Bruzzone a margine della conferenza stampa congiunta dell'opposizione sul decreto sisma.

"Denunciamo – aggiungono - l'atteggiamento del governo che si limita ad un contentino per le zone terremotate, senza dare alcuna concreta risposta a quei quesiti posti per dare corso ad una ricostruzione efficace e coerente; ribadiamo che l'autocertificazione non solo è un flop, ma rischia di creare la paralisi nella ricostruzione; solleviamo il problema della cronica carenza del personale nei comuni coinvolti, che fiacca la struttura degli enti locali rallentando ulteriormente la macchina amministrativa; stigmatizziamo la lentezza della ricostruzione pubblica, impedita da incapacità e assurdi burocratici, gli stessi che generano incomprensibili vincoli alla ricostruzione privata. Avevano un'occasione e l'hanno sprecata dimenticando il Paese e chi attende un concreto segnale di presenza dello Stato".

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