Coronavirus e fase 2, i sindaci 'di confine' scrivono a Conte: "Fateci andare nelle province confinanti"

La lettera dei sindaci dei comuni al confine tra Umbria, Toscana ed Emilia Romagna

Cinque sindaci di 'confine' - tra Umbria, Toscana ed Emilia Romagna - chiedono a Conte di consentire ai residenti nei comuni di potersi spostare all'interno dell'area tra povince confinanti, superando i limiti regionali previsti dalla normativa contro il contagio. 

“Alla luce del dpcm del 26 aprile 2020 e dei limiti di mobilità in esso previsti a livello di Regione o che saranno previsti in futuri atti, si chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte di allargare ai residenti delle province di confine la possibilità di andare oltre il limite amministrativo della propria regione logicamente nelle sole province confinanti", si legge nella lettera firmata dai sindaci Luciano Bacchetta (Città di Castello), Paolo Fratini (San Giustino Umbro), Mauro Cornioli (Sansepolcro), Claudio Marcelli (Pieve Santo Stefano) e Marco Baccini (San Piero in Bagno) - . Il confine regionale oggi è superato dagli scambi sociali, parentali ed economici".

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E ancora: "Un esempio è il nostro territorio, che si incunea tra il nord dell'Umbria, l'est della Toscana e il sud-ovest dell' Emilia Romagna, intrattenendo da sempre importanti scambi sociali, economici e demografici con i territori confinanti. Considerato che la mobilità nelle Grandi Regioni ha un respiro importante, riteniamo che debba essere concessa anche alle piccole Regioni, grazie alle province con esse confinanti. Tale allargamento riguarda a livello nazionale un numero di persone limitato e a livello locale, province solitamente più omogenee come contagi. Questo allargamento è fondamentale dal punto di vista sociale e decisivo per la ripresa economica delle aree interne del nostro Paese". 

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