Cinque ore di "caos" in Regione per non approvare la Commissione di inchiesta sui rifiuti

Cinque ore tra discussioni, fogli firmati, smentiti. Tutto questo per non decidere e affidare il tutto agli uffici regionali. L'opposizione, unita, incalza e spinge all'angolo la maggioranza. Poi ci pensa la Presidente Marini...

Dalle 12 di oggi fino alle 17 per non approvare la commissione di inchiesta sui rifiuti. Il consiglio regionale è stato completamente bloccato dai balbettii della maggioranza messa a dura prova dalle richieste - prima firmate, poi limate e infine sconfessate da centrosinistra - di una minoranza che "vorrebbe" portare avanti a Palazzo Cesaroni un vero e proprio processo su tutto il ciclo dei rifiuti: dalla differenziata all'interdittiva anti-mafia. Non solo la situazione Gesenu, ma anche di tutti i gestori che operano in Umbria.  

Più volte la Giunta, l'Ufficio di Presidenza e il capogruppo del Pd hanno interpellato gli uffici per capire se la richiesta della minoranza rientrasse nei poteri del consiglio regionale. Il socialista Silvano Rometti, ex assessore all'ambiente, ha ribadito più volte in aula che andava benissimo istituire una commissione di inchiesta ma limitatamente all'interdittiva anti-mafia di Gesenu. Ovvero studiare le carte di una gestione lontana dall'Umbria essendo tutto concentrato nel periodo di gestione dei rifiuti in Sicilia. Lega, Movimento 5 Stelle, Fratelli d'Italia, Ricci Presidente e Forza Italia hanno ribattuto che è stato firmato un foglio dove si era d'accordo ad allargare lo studio della Commissione anche alle vicende umbre.

A quel punto ha deciso di salvare il salvabile la Presidente Catiuscia Marini: "Si chiedono poteri che mi risulta essere propri di una commissione parlamentare anti-mafia e non certo dei consigli regionali. Poteri che sono di competenza dei Prefetti o degli inquirenti. Non siamo disposti ad intralciare il lavoro della magistratura che è a tutt'ggi in corso. Se non si cancellano i punti della discordia noi non parteciperemo al voto. Chiedo agli uffici compententi di farci sapere quali sono i poteri della commissione di inchiesta del consiglio regionale".

La presidente del consiglio regionale, Donatella Porzi, coglie al volo l'occasione e ripropone la sospensiva sull'argomento. Il voto premia ovviamente la  maggioranza e quindi tutto è rimandato a data da destinarsi. Si continua però a rumoreggiare. Dall'opposizione si grida allo scandalo: "Ma di cosa avete paura?". Gli rispondono: "Paura di niente... noi le carte sui rifiuti le abbiamo sempre rese pubbliche e date al consiglio regionale". Resta un'unica certezza: 5 ore per non decidere niente. 

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