Il pesce simbolo del Trasimeno rischia l'estinzione: "Ecco come stiamo salvando il luccio"

Reimmessi nel lago Trasimeno i lucci utilizzati dal centro ittiogenico di Sant’Arcangelo come riproduttori per la produzione di uova. «I lucci – spiega Mauro Natali, tecnico in acquacoltura – vengono catturati con la collaborazione dei pescatori della cooperativa di San Feliciano unicamente per consentire la spremitura delle uova. La pesca del luccio infatti è vietata dal 2011 proprio per preservarne la presenza che in questi anni è andata progressivamente diminuendo. L’ecosistema cambiato con l’arrivo di nuove specie che entrano in competizione con il luccio ne hanno decimato la popolazione».

La pesca autorizzata del luccio viene effettuata tra febbraio e marzo, periodo in cui si riproduce spostandosi lungo le rive. In questa condizioni è possibile catturarlo. «Le uova – prosegue Natali – trasformate in avannotti di 7-8 centimetri vengo immessi nel Trasimeno così da impedirne l’estinzione. Possiamo dire che questa è una delle attività più importanti che svolgiamo. Per le altre specie di pesci, come carpe e tinche, abbiamo riproduttori nello stesso centro. Per il lucci è indispensabile procedere alla loro cattura controllata e, siccome sono veramente pochi, reinserirli, dopo le apposite cure, nel lago». 
 

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