VISTI PER VOI: Un grande John Malkovich esalta il Cucinelli con una prestazione straordinaria

Un grande John Malkovich esalta il Cucinelli con uno spettacolo che coniuga british sense of humor e musica ad altissimo livello. Un’esclusiva europea che Brunello Cucinelli è riuscito a strappare ad altri agguerritissimi teatri, per portarlo nella sua stagione in costante ascesa. “The music critic”, scritto e concepito da Aleksey Igudesman, prende le mosse da un fatto reale: la stroncatura critica con cui fu accolto uno spettacolo di Malkovich, a Istanbul, da un giornalista che disapprovò la performance sotto il titolo “The Malkovich Torment”. “Cose turche”, verrebbe da dire.

Ed ecco che, al Cucinelli, si vede Malkovich – con aplomb impassibile e immarcescibile faccia tosta – nei panni di un severissimo (e mattoide) critico musicale, fare le pulci ai maggiori geni musicali dell’umanità: da Mozart a Beethoven, da Chopin a Brahms, da Schumann a Debussy, a Prokofief a Piazzolla. Da sottolineare, peraltro, che Malkovich è un vero intenditore di musica e,
molto in privato, polistrumentista.

La “cattiveria” del critico è, ovviamente, infarcita di ironia che il pubblico – dopo un attimo di iniziale smarrimento – capisce al volo e sottolinea con sonore risate. Si tratta, peraltro, di una critica stupida e paradossale, da teatro dell’assurdo, sebbene infarcita di paroloni e pseudo concetti esoterici: una beffa in piena regola.

Questo lavoro è uno spasso che John Malkovich si è preso. Avendo alle spalle una filmografia sterminata, esperienze di teatro, regia, televisione, doppiaggio, produzione, sceneggiatura… fino al videogioco. E c’è da dire che lo spettacolo risulta straordinariamente efficace, non solo per il modo brillante con cui è scritto, ma grazie alla complicità dei cinque musicisti, bravi e propositivi. Fra tutti mi ha impressionato la straordinaria eccellenza del primo violino, Aleksey Igudesman, compositore, performer, poeta, direttore d’orchestra e, in quest’occasione, mimo di singolare bravura.

Accanto a lui il pianista e compositore anglo-coreano Hyung-Ki Joo, che ha suonato con London Philharmonic, Royal Philharmonic, Seoul Philharmonic, KBS e Warsaw Symphonia. Dotato di una mano sinistra da basso strepitoso, è anche uno dei musicisti “parlanti”, complice in gag spiritose e disinvolte. Uno spettacolo con così tanti talenti non s’era mai visto.
 

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