VISTI PER VOI - Al Bicini i Sei personaggi di Pirandello a 150 anni dalla nascita

Fra le presenze di vaglia, piace ritrovare il gruppo di Claudio Pesaresi, pronto a cimentarsi nel ruolo che fu di tanti Maestri del palcoscenico

Al Bicini “Sei personaggi in cerca  d’autore” con la pluripremiata Compagnia teatrale “Al Castello”.Un dramma pirandelliano che ha scompaginato le categorie del linguaggio teatrale e che dimostra l’attualità di rappresentare “il teatro nel teatro”. Nella convinzione che teatro e vita non siano che due facce della stessa medaglia. O che forse la vita, nella sua formidabile complessità, ci veda recitare delle parti, tra gioco e dimensione tragica dell’avventura esistenziale.

Il teatro di Mariella Chiarini ha ormai abituato il suo pubblico a un indiscutibile livello professionale. Fra le presenze di vaglia, piace ritrovare il gruppo di Claudio Pesaresi, pronto a cimentarsi credibilmente nel ruolo che fu di tanti Maestri del palcoscenico. Buon ultimo Gabriele Lavia o, per ricordare un attore legatissimo a Perugia, Antonio Salines che debuttò, giovanissimo, oltre mezzo secolo fa, fra i vicoli e le piazzette della Vetusta nell’indimenticabile Teatro in Piazza, inventato da Giuseppe Agozzino.

Nel ruolo della figliastra spicca Loredana Paggi; la mater dolorosa è Emanuela Fuso, mentre il figlio nevrotico e sofferente è Giuseppe Rafoni. La maîtresse Madama Pace è la simpatica Mimma Verdenelli. A rappresentare la Compagnia in prova: Mauro Formica, Marika Sacripanti, Umberto Gagliotta, Alessandra Marini, Giuseppe Santagata, Nazareno Martinelli e Carmine D’Ascoli.

Il lavoro ha mietuto una messe di riconoscimenti anche nel recente Festival d’Arte Drammatica di Pesaro, come al Festival di Scena a Fasano, sempre nel 2017. Pirandello – con quest’opera ardita e innovativa –  riuscì a svelare il meccanismo della creazione drammaturgica  e il passaggio dalla persona al personaggio. Anticipando quello che poi si sarebbe stato chiamato incomunicabilità e inconciliabilità dei punti di vista.  

Ma specialmente il cosiddetto “relativismo psicologico” per cui ciascuno di noi non è uno solo, ma è scomposto in tante immagini quante sono quelle con le quali viene visto e giudicato dagli altri.La Compagnia “Al Castello” ha dato concretezza al messaggio dell’autore, capace di parlare anche agli uomini del nostro tempo.

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