Via della Viola, la vetrina dell'antropologo regala una mostra unica su Sant'Antonio

E l’Inviato Cittadino consiglia ai lettori di recarvisi, prima che Baronti smonti questa mostra di singolare appeal

L’antropologo Giancarlo Baronti – già direttore del Dut (Dipartimento uomo-territorio) – è uno dei più grandi esperti del personaggio di S. Antonio abate. E anche uno dei maggiori collezionisti di libri, scritti nelle principali lingue del mondo, intorno a questa interessante figura.

In questi giorni (e ancora per qualche giorno), nella vetrina del suo studio in via della Viola, propone al passante una mostra di raro interesse.

Antonio abate è un incredibile crocevia di saperi popolari, tradizioni, santità, religiosità, espressioni dell’oralità e del costume. Oltre ai libri multilingue, Baronti ha accumulato statuine, santini, ex voto, stampe antiche e moderne, bastone a tau, oggetti che si riferiscono ad aspetti specifici della vita del santo. In quella vetrina dell’antropologo si possono vedere anche pannelli esplicativi e raffigurazioni che ricordano il santo, accompagnato dall’inseparabile porcellino. Maialino dell’Ordine che aveva un campanellino o portava il segno del tau. Per non dire delle tentazioni lussuriose, rappresentate dal demonio nella sua configurazione tradizionale o nella facies di provocanti fanciulle che marcano l’aspetto demoniaco e insinuante della sensualità. O la promessa di un benessere che si presenta in forma di mucchi d’oro e pietre preziose.

I tentatori sono anche fiere o animali fantastici che lo invitano ad abbandonare il deserto e la scelta del digiuno. Ci sono anche cicli pittorici con rappresentazioni ironiche anticlericali. La grazia ricevuta spesso viene proposta nelle forme della guarigione dal cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”, affezione dolorosissima, connessa al virus herper zoster e legata all’assunzione di pane fatto con segale cornuta, contaminata da un fungo che generava allucinazioni o gangrena agli arti.

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Gli attributi – ossia i segni della tradizionale iconografia – erano dunque il porcellino, il tau, il campanello, il libro della regola e il fuoco, in riferimento alla malattia o alla protezione contro gli incendi nelle stalle degli animali. Tutto questo e molto altro si fermano a guardare, e commentare, quanti si trovano a passare per via della Viola. E l’Inviato Cittadino consiglia ai lettori di recarvisi, prima che Baronti smonti questa mostra di singolare appeal.

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