Palazzo Degli Oddi, Cristina Galassi presenta un'opera del cavalier Fabio Della Corgna

La Galassi (curatrice di mostre importanti e prestigiose, storica dell’arte, museologa) presenta e spiega un dipinto del pittor cavaliere Fabio Della Corgna (“al tempo dei Barberini”)

Palazzo Degli Oddi di via dei Priori, Fondazione Marini Clarelli Santi: una conversazione di Cristina Galassi incanta il pubblico per la capacità non comune di coniugare brillantemente storia locale, risultanze artistiche, ricerca e documentazione storico-letteraria. Oltre a fornire una testimonianza sul collezionismo del Seicento a Perugia.

Onore e merito alla presidente della Fondazione, Giovanna Giubbini, archivista e intellettuale che, oltre ad occuparsi della conservazione, avverte il dovere di rendere visibile al pubblico pezzi importanti della collezione, devotamente custodita dalla curatrice scientifica Laura Zazzerini.

La Galassi (curatrice di mostre importanti e prestigiose, storica dell’arte, museologa) presenta e spiega un dipinto del pittor cavaliere Fabio Della Corgna (“al tempo dei Barberini”). Un signor pittore che, in questo caso, s’ispira a un famoso episodio della Gerusalemme Liberata: l’amore fra il crociato Rinaldo e la maga musulmana Armida. La scena è quella del “rinsavimento”, quando i paladini strappano Rinaldo dall’abbraccio esiziale della donna, della quale l’eroe, dimentico dei propri doveri, si era infatuato.

Cristina Galassi svolge un’ampia diegesi sulle tipologie di ritratti intrattenendo (per comparazioni e analogie) l’uditorio sul ritratto di una nota cantante, Leonora Baroni, che fu anche musicista e scrittrice di vaglia. Donna timorata nella rappresentazione iconografica piuttosto “abbottonata”, ma dalla vita disordinata, come era d’uso nell’ambiente artistico romano. Quando un gruppo di nobildonne, e altre molto meno “nobili” donnine, si adoperavano, con tresche e raggiri, per l’elezione di un pontefice loro favorevole. Cristina Galassi presenta estratti e icone da un libro particolare, “Il puttanismo romano” (1668), che descrive, con ricchezza di particolari, personaggi, magheggi, manovre, comportamenti e ambienti tutt’altro che virtuosi.

Il quadro “Rinaldo e Armida”  presente a Palazzo Degli Oddi è descritto da Baldassarre Orsini, da Serafino Siepi e, da ultimo, da Francesco Santi. Una narrazione, questa di Cristina Galassi, che si è sapientemente dipanata – anche con l’indispensabile supporto delle immagini – fra storia e arte, etica ed estetica, generosa sapienza e gradevole colloquialità.

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