“Uno nessuno centomila” fa il bis in Umbria, emozioni a teatro con l’attore Enrico Lo Verso

Ieri sera il grande successo a Bastia Umbra

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PerugiaToday

Tra specchi, riflessioni ed enigmi oltre ad un pubblico caloroso, anche la seconda data umbra di Enrico Lo Verso che si è esibito in Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello ieri sera, ha fatto sognare la platea concedendo un bis in terra umbra, in particolar modo a Bastia Umbra presso il Teatro Esperia. Il tour è ripartito lo scorso venerdì 26 dal Teatro Zenith di Perugia dove il grande attore palermitano ha interpretato i personaggi di Uno Nessuno Centomila, rendendo così omaggio ad uno dei più celebri romanzi di Luigi Pirandello per la regia ed adattamento di Alessandra Pizzi. La pausa è durata ben poco: il matrimonio artistico tra i due è tornato a riempire i cuori e a regalare emozioni, ed infatti sono numerose le date previste in Italia. Il teatro non si ferma, dunque e va avanti a passo svelto; i riflettori poi sono puntati su quei movimenti naturali e su quell’interpretazione magistrale di un attore, ossia Lo Verso, che non ha mai perso il contatto con le proprie origini e le porta con sé sul palco allestito in modo semplice ma con grande professionalità.

Anche a Bastia Umbra, Lo Verso, è riuscito a dar corpo e voce a personaggi di non semplice interpretazione, attraverso la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio: da qui la grande attualità di questa produzione teatrale, ben compresa dal pubblico che non fa fatica ad immedesimarsi. In primo piano dubbi e perplessità, alle spalle invece uno specchio, e dappertutto il coraggio di guardarsi dentro dopo tanto tempo per concentrarsi sulla ricerca di un “io” che sfugge ed ecco che tutte quelle maschere di una complessa quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del sé autentico e vero, ed è grazie a quell’accento ironico che l’interpretazione diventa grottesca ed a tratti inquietante; quel gioco di parole sembra quasi invitare il pubblico a partecipare a questa ricerca ed a mettersi in discussione per analizzare attraverso tale filosofia teatrale, la propria vita. Magicamente la vita si apre come in un gioco e nel fondo vi è l’essenza in cui si abbandonano i centomila, per cercare, seppur a fatica, l’uno.

A volte ciò può comportare la necessità di fare i conti con quel temuto nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita, pur di comprenderla fino in fondo; solo in questo modo si può capire anche chi è quell’immagine riflessa su uno specchio. Al centro di quest’opera c’è una vera analisi che probabilmente ha scatenato una riflessione in tutti coloro che hanno avuto modo di ascoltare un’interpretazione spontanea di un attore che ama stare vicino al suo pubblico ed ama collezionare anche pensieri e riflessioni custoditi in un “diario” che porta con sé durante il tour.

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