Il pubblico di Umbria Jazz fa l'amore con Jamie Cullum: è la notte degli amanti

Giovane. Bravo. Ma soprattutto indecentemente romantico

Ore 22.00. Il pubblico si alza. Parte l'ovazione. Un unico coro. Urlano il nome di “Jamie Cullum”. Fisico asciutto. Viso da bambino. Voce prorompente. Pianoforte impeccabile. È lì, davanti a tutti, 38 anni e una carriera che fa impallidire. Si può star qui a parlare per ore, facendo giri di parole che richiamano critiche musicale, ma la verità è che quando a Umbria Jazz si abbandona la propria sedia per ballare, significa che l'artista ha fatto breccia nel pubblico. E che la critica musicale nuda e cruda diventa quasi insignificante. Descrivere le emozioni è compito arduo. Non si può che fare una cronaca e mettere a scansione il miracolo musicale.

Ore 23.15. La dolcezza passa attraverso un Fazioli nero. Dopo essersi scatenato Jamie Cullum regala il romanticismo di una calda notte di luglio. Il contrabbasso culla gli acuti. Improvvisamente la tempesta dopo la quiete. Il jazz torna prorompente. Jamie fa venire voglia di amare. Di amare una notte intera. Di abbandonarsi in un letto. Nascosto al mondo mentre tutto fuori scorre. Suscita quell'emozione romantica, tanto cara al cuore umano. La stessa provata da bistrattati amanti che si scoprono per la prima volta tra i vicoli abbandonati di una città eterna.

Ed eccolo mentre si scatena. Ed eccolo mentre la pelle d'oca attraversa le braccia. Sicuro. Saldo alla propria arte. Votato alla purezza. Si alza dal Fazioli.   Improvvisa un ballo. Prende delle bacchette e suona scatenato. Poi, fedele al proprio pubblico, fa un inchino e continua a cantare. Sale in piedi sul piano, fa il segno della croce e poi si getta giù. Sarà anche un bambino nel magico mare magnum del jazz perché diciamolo pure, in fin dei conti, Jamie Cullum è giovane nonostante i suoi 38 anni. Ma in questo suo essere sperimentale, attaccato al ciò che fu, riesce a catturare l'emozione umana. Rimane quasi appiccicato alla mente pur non dando vita a demenziali tormentare. Restituisce dignità all'arte musicale. E anche questa sera, alle 00.10, si può tranquillamente decretare l'ottima scelta fatta da Umbria Jazz. Per onor di cronaca finale. Diciamolo, uno che fa gli auguri da un palco, cantando "happy birthday" piace. Piace sempre.

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