Rubrica Visti per Voi, Emanuele Salce al Teatro della Filarmonica di Corciano

“Non è facile essere figlio d’arte. Spesso, più che un vantaggio… è un handicap”. Questo sostiene Emanuele Salce, ottimamente spalleggiato da Paolo Giommarelli. Lo spettacolo, tenuto al Teatro della Filarmonica di Corciano, ha raccolto ampi consensi. Emanuele, figlio di Luciano Salce, è cresciuto in casa di Vittorio Gassman, con cui la madre Diletta D’Andrea si era risposata. Lo spettacolo “Mumble mumble” è stato scritto insieme al critico Andrea Pergolari con cui Emanuele aveva già lavorato al documentario “L’uomo con la bocca storta”, una sorta di biografia del padre, presentata alla Festa del Cinema di Roma (2009) nel ventennale della morte.

Lo spettacolo – tra dramma, coloratissima farsa e critica di costume – racconta sommariamente la preparazione di uno spettacolo e gli incisi biografici legati alla morte dei due “padri”. Narrazione intrisa d’affetto e di ironia, fino alla stravagante epigrafe sulla tomba di Gassman che recita “Vittorio Gassman, attore. Non fu mai impallato”. La terza parte del quasi-monologo verte su una stravagante avventura sudamericana, tra stipsi e corteggiamento: la sezione più esilarante dello spettacolo che diverte, malgrado (o forse “per”) l’argomento tipicamente “stercorario”.

Pennellata di peruginità. Sono due cives perusini a prendersi cura dello sconfinato archivio di Luciano Salce, fatto di documenti, copioni, fotografie, corrispondenza. Se ne è occupato in fase preliminare Andrea Maori, archivista, storico e scrittore. Il lavoro viene proseguito da Giovanna Robustelli, esperta in materia di catalogazione e studio di fonti.

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Un motivo in più per ricostruire degnamente la memoria di Luciano Salce, attore, regista, scrittore, autore, uomo di comunicazione televisiva. E per smascherare le accuse che lo vogliono repubblichino: calunnia smentita da Maori il quale ha dimostrato che Salce, fatto prigioniero l’8 settembre e deportato in Germania, vi restò fino al termine del conflitto

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