Rubrica "Visti per Voi": al Cucinelli, Stefano Accorsi e Marco Baliani per “Giocando con Orlando”

Al Cucinelli, Stefano Accorsi e Marco Baliani in uno strepitoso “Giocando con Orlando”, riproposizione colta e divertente di un grande classico come l’“Orlando Furioso”.

Spettacoli così se ne vedono pochi, quando intelligenza, cultura, divertimento vengono coniugati in maniera magistrale e perfettamente “digeribile”. Insomma: quei versi ci raccontano un eterno presente. Ovvero: non violentiamo il classico, ma ne recuperiamo l’assoluto, l’universale. Temi come l’amore, la gelosia, poesia allo stato puro, affabulati, con a fianco un “fool” magistrale (Baliani) che del teatro di affabulazione ha fatto un must.

Il tutto preceduto da un’introduzione in cui Baliani racconta di aver ricevuto, da Parigi, una telefonata dell’amico Stefano (col quale intesse da anni una complicità artistica, anche intorno allo stesso Ariosto) per sollecitare un ardito esperimento.

Che di esperimento sembri trattarsi lo rivela l’apparente povertà di scena, in cui spiccano i sofisticati destrieri di Mimmo Paladino e un gioco di luci calibratissimo ed efficace. Baliani racconta, in qualche modo, la nascita dello spettacolo e buffoneggia in rima, con tempi misurati e sincero divertimento. Allo spettatore la gioia di godere di una storia vecchia di secoli, ma eterna e immortale, come lo è l’avventura esistenziale.

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E portano il crisma della genialità i riferimenti finali ai tanti, inenarrabili naufragi di esseri umani, sballottati dai marosi sulle nostre spiagge, in un paesaggio che s’intravede straniato e lunare. Come i nostri cuori inariditi e poveri d’amore. Alla ricerca di un senno perduto, allora come oggi. Notazione di cronaca: Brunello Cucinelli e la signora Federica non stavano nella pelle. Così come tutti gli spettatori. Consapevoli che poter dire  “a quello spettacolo io c’ero”  costituisce un assoluto privilegio.

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