Rubrica Visti per Voi, un FilippoTimi uno e trino diverte e commuove sulle tavole del Morlacchi

Un FilippoTimi uno e trino, quello che si propone al pubblico perugino sul palcoscenico di casa. “Una casa di bambola” di Ibsen, tradizionalmente presentata come racconto di un femminismo ante litteram, assume nuovi contorni e originali letture. Insieme a Filippo Timi, fieramente ponteggiano (di PSG, s’intende!), una splendida Marina Rocco, che lo asseconda con Mariella Valentini, Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Paola Senatore.

Stavolta Timi, che conosciamo come regista, oltre che interprete e drammaturgo in proprio, si affida all’innovativa regia di Andrée Ruth Shammah, che ha pure curato traduzione e adattamento. Oltre che penetrare nel mistero dell’affascinante universo femminile, il lavoro ci induce a verificare la crisi di identità “maschile”. Insomma: una specie di rovesciamento, rispetto ai canoni. Che rende la rilettura oltremodo interessante. È Nora, stufa di fare la bambola e la sposa bambina, che interpella il marito e gli chiede conto di come interpreti il suo ruolo all’interno di una società  statica e maschilista. Con massicce dosi di formalismi e ipocrisia, con un malinteso senso dell’onore, con un’etica detestabile e una sostanziale ottusità.

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Gli effetti sono sorprendenti e la femmina giganteggia, rispetto al maschio in crollo d’identità. La Rocco sta nel ruolo e nella rilettura con coerenza e altissima professionalità. Certo che Timi, nel ruolo di tre maschi, ciascuno coi suoi limiti culturali e sentimentali, è strepitoso. Anche quando concede qualche sprazzo di comicità al pubblico di casa, che lo riconosce e ne gode. Specie quando esagera con baci e toccatine che conferiscono alla pièce momenti di freschezza e autenticità. I tempi sono perfetti, i ruoli sono marcati non da fregolismo d’accatto, ma da interprete maturo, persuaso e convincente, che irrita e commuove. Che dire? Timi non finisce di stupire. Dal ragazzo “col dónca” al borghese conformista, si mostra sempre all’altezza del ruolo.

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