RUBRICA "Visti per voi": Massimo Ghini al Morlacchi, appello per aiutare i terremotati

“Un’ora di tranquillità” – già visto sullo schermo un anno fa, col titolo “Tutti pazzi in casa mia – è una commedia brillante di Florian Zeller, di scena al Teatro Morlacchi

“Un’ora di tranquillità” – già visto sullo schermo un anno fa, col titolo “Tutti pazzi in casa mia – è una commedia brillante di Florian Zeller, di scena al Teatro Morlacchi. Racconta l’impossibilità di dedicarsi, almeno per un’ora, a se stesso e ad assecondare le proprie passioni (musicali, in questo caso). Presi, come si è, da amanti e tradimenti, da figli deficienti e vicini di casa invadenti, da amici carogne e idraulici incompetenti. Romanziere e drammaturgo, Zeller è considerato uno dei migliori tra gli autori contemporanei.

L’operazione compiuta da Massimo Ghini, qui anche in veste di regista, è la realizzazione di un perfetto meccanismo da vaudeville, con tempi di precisione cronometrica e attori all’altezza della situazione. In particolare Galatea Ranzi e Marta Zoffoli, moglie e amante di tutto rispetto. Troppo breve il ruolo di Massimo Ciavarro per consentirgli di andar oltre il pur pregevole cammeo. Si ride, sebbene in presenza di ruoli stereotipati (l’idraulico polacco, il vicino di casa indiscreto) limite del genere boulevardier, che difficilmente consente di elevarsi al di sopra del cliché.

La compagnia è affiatata (siamo al secondo anno di repliche), la tecnologia sofisticatissima, la scena strepitosa. Un prodotto ben confezionato, in grado di raggiungere un prevedibile consenso, testimoniato dalle numerose chiamate. Da segnalare, con rispetto e coinvolgimento, l’iniziativa della Onlus CCS (Centro Cooperazione Sviluppo) Italia Help per la quale Ghini ha chiesto sostegno. L’associazione prende in carico bambini di tutto il mondo con adozioni a distanza. Lo slogan di programma è “Lottiamo perché a ogni bambina e bambino siano garantiti il diritto all'educazione, il diritto alla salute e al cibo, nel rispetto dell'equità di genere. Vogliamo che siano protagonisti del loro futuro, consapevoli dei loro diritti”.

Ghini chiede un’offerta per fornire 23.000 pasti ai bambini di una località delle Marche colpita dal terremoto. “Ora – dice – gli abitanti di quel paese sono stati trasferiti sulla costa. Ma la raccolta, se non fornirà pasti, servirà all’acquisto di scarpe, magliette, materiale scolastico”. Quando il teatro si carica di significati sociali e civili. E Perugia risponde.

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