Rubrica "Visti per Voi": dodici talenti umbri della danza per omaggiare Sandro Penna

Dodici giovani danzatori, in gran parte umbri (Assisi, Perugia, Città di Castello…) hanno proposto al Morlacchi un ardito esperimento che coniuga la pagina penniana con la musica e la coreutica

Dodici giovani danzatori, in gran parte umbri (Assisi, Perugia, Città di Castello…) hanno proposto al Morlacchi un ardito esperimento che coniuga la pagina penniana con la musica e la coreutica. “Senza intenti agiografici né oleografici”, precisa preliminarmente Ermanno Romanelli. Sarebbe difficile, nel caso del poeta dei fanciulli, parlare di santità. Ma di desiderio che si colloca tra cinismo ed innocenza, certamente sì!

Così il coreografo Michele Merola ha messo mano a un’operazione ardita e riuscitissima, per la sua Contemporary Dance Company e per il Centrodanza Spazio Performativo di Perugia. A dargli man forte i suoi dodici apostoli, che diffondono magicamente il verbo coreutico: Franco Ciculi, Angelo D’Aiello, Sara Dozzini, Filippo Franzese, Mattia Molini, Elia Pangaro, Riccardo Papa, Martina Piacentino, Anna Portali, Margherita Simonacci, Chiara Tosti, Maria Teresa Vichi.

L’impresa, nel quarantennale della morte di Penna, per una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria. Balletto superbo e di straordinaria modernità, anche nelle musiche e nei chiaroscuri, volti a convertire la parola poetica in movimento, con studiata semplicità, passando dalla dimensione del sogno a quella del reale. Per contemplare la bellezza dell’anima in termini letterari e coreutici.

Il risultato è da esportazione e rende perfettamente quell’epifania del desiderio che connota la lirica del maggior poeta perugino in lingua. Di pari livello il secondo tempo col Bolero, travolgente e impetuoso. Unico rilievo mosso da diversi spettatori: le parole di Penna che legge alcune sue poesie non si capivano. Effetto voluto: per sfumare nella dimensione del sogno.

Si tratta di un vecchio documentario delle Teche Rai, reperibile in rete. Chi volesse vederlo deve solo digitare in google “Penna legge se stesso” e sentirà “La vita è ricordarsi di un risveglio” e tanto altro, ma registrato in modo sporco e confuso. Come sporca e confusa è la cameretta di Penna, ingombra di libri, di quadri e di ciarpame. In netto contrasto con la sua parola limpida e solare.

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