"La Grande Guerra", al via la mostra che racconta l'Umbria e il primo conflitto mondiale

La Grande Guerra. Un viaggio attraverso la memoria e le immagini da Perugia alle altre città dell’Umbria, è il titolo della mostra che prenderà il via domani, sabato 16 aprile, per concludersi domenica 29 maggio a Palazzo della Penna di Perugia.

La mostra è stata presentata stamane in conferenza stampa dall’Assessore alla Cultura Teresa Severini, Mario Squadroni, Soprintendente archivistico dell’Umbria e delle Marche, Giovanna Giubbini, Direttore dell’Archivio di Stato di Perugia, Paola Monacchia, Presidente della Deputazione di Storia Patria, Ruggero Ranieri di Sorbello, Presidente dell’omonima Fondazione, Primo Tenca, Presidente della Società generale di mutuo soccorso tra artisti e operai di Perugia, Fabio Sirchio, Presidente dell’Associazione Italiana Residuati Impiegati e Massimo Duranti, Presidente degli Archivi Gerardo Dottori.

“Questa mostra arriva dopo altre sul primo conflitto mondiale, arricchita da queste esperienze –ha detto l’Assessore Severini- è il risultato di un corposo lavoro di gruppo, attento e scrupoloso. Perugia non ha un monumento ai caduti della prima guerra mondiale, ma questa mostra vuole essere un omaggio a loro e a tutti gli umbri che hanno vissuto direttamente e indirettamente quell’esperienza”.

L’assessore ha quindi annunciato: “Lascio in ultimo una scoperta storica che è il risultato del lavoro scientifico che si sta producendo in Biblioteca Augusta segnatamente dalla dott.ssa Serena Innamorati: dall’analisi dei carteggi dei fratelli Leopoldo e Demetrio Pellas alla madre, manoscritto gentilmente concesso dagli eredi  -che colgo qui l’occasione di ringraziare pubblicamente- è emerso che la tomba rappresentata nel quadro di Aristide Sartorio dal titolo “Una tomba nella dolina sul Carso” è il tumulo che Leopoldo Pellas costruì nel luogo esatto in cui era caduto nel 1917 il fratello Demetrio, medaglia d’argento al valor militare.”

Promossa dal Comune di Perugia, Assessorato alla Cultura, al Turismo e all’Università-Biblioteca Comunale Augusta, insieme con l’Archivio di Stato di Perugia, la Soprintendenza archivistica delle Marche e dell’Umbria, la Deputazione di storia patria dell’Umbria, la Fondazione Ranieri di Sorbello – Perugia e la  Società generale di mutuo soccorso tra artisti ed operai di Perugia, in collaborazione con gli Archivi Dottori, AIRR WW2 - Associazione Italiana Residuati Reimpiegati e con il Comitato regionale umbro dell’ANMIG (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e Fondazione) - progetto nazionale Pietre della Memoria, questa iniziativa espositiva s’inserisce del quadro delle progettualità di Perugia Capitale italiana della Cultura 2015. Essa è frutto di un corposo lavoro di ricerca e di riflessione storica e critica, volto a produrre una sintesi capace di illustrare in maniera esauriente la complessa realtà nella quale la Prima Guerra mondiale, a livello di territorio perugino, maturò le sue premesse, il suo svolgimento e gli esiti conseguenti.

Materiali iconografici, documentari e bibliografici, oltre che la presenza di cimeli, illustreranno la grande rilevanza che ebbe per la città e per la sua composizione antropologica e sociale la vicenda della Grande Guerra. Una rilevanza testimoniata dalla memoria viva ancora oggi, dopo più di 100 anni, di quella tragica circostanza che, seppure derivata da un contesto nazionale e internazionale e svoltasi in teatri di guerra lontani dall’Umbria, non ha mancato di far sentire i suoi sconvolgenti effetti anche lontano dalla linea del fronte. L’evento bellico generò cambiamenti irreversibili a Perugia e nel territorio circostante così come ovunque in Europa, e di esso sono giunte fino a noi, indelebili, alcune tracce artistiche, monumentali, culturali e sociali che non potremmo comprendere se non ricostruendo il contesto in cui si generarono.

Un grande affresco, dunque, nel quale si mossero anche alcuni protagonisti della vita artistica, politica e culturale locale, dal giovane Gerardo Dottori, artista futurista della prima ora, ai veterani garibaldini e repubblicani Guglielmo Miliocchi a Giuseppe Evangelisti che combatterono sulle Argonne, da Amedeo Fani a Fulvio Riccieri, dal giovane Enzo Valentini  ai fratelli  Demetrio e Leopoldo Pellas. Costoro, insieme a migliaia di loro concittadini offrirono, spesso con entusiastico slancio,  il loro contributo alla “causa” italiana, ignari, forse, che quell’evento avrebbe distrutto per sempre il vecchio mondo ottocentesco e avrebbe aperto la strada a una modernità in perenne e rapida trasformazione.

La mostra esporrà un ricco materiale documentario proveniente dall’Archivio di Stato (dai ruolini di guerra alla documentazione dell’Albo d’oro fino agli atti comunali e provinciali relativi al periodo); importanti fonti bibliografiche provenienti dalla Biblioteca Augusta - ricche di memorialistica, di miscellanee riportanti discorsi e incontri pubblici cittadini e umbri, di pubblicazioni scientifiche, storiche e di narrativa coeva sia in italiano che in altre lingue -; un ricco apparato iconografico del quale fanno parte alcune opere “a tema” di Gerardo Dottori, progetti di Ugo Tarchi, ma anche preziosi e spettacolari inediti come il grande manifesto di Mauzan  Prestito della liberazione; un corpus di cimeli di grande interesse storico e documentario, dalle camicie rosse della brigata garibaldina perugina,  ai numerosi reperti (divise, munizioni, armi messi a disposizione dai  AIRR WW2 e da alcuni privati cittadini, che conservano ancora le “care memorie” dei nonni e dei bisnonni. Faranno da corollario alcuni video d’epoca e numerosi materiali fotografici, fruibili dal pubblico attraverso la moderna tecnologia.

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