"La mia vita nella Legione", Danilo Pagliaro racconta la sua esperienza di soldato

L'incontro è organizzato dall'Associazione militari d'Italia in congedo Umbria e si svolgerà sabato 14 dicembre presso il poligono di Perugia

La Legione straniera è un mito, composta da criminali in fuga dalla legge, amanti delusi, avventurieri, per altri è solo un insieme di mercenari. Danilo Pagliaro nella Legione c'è stato e racconta la sua esperienza in "La scelta. La mia vita nella legione straniera" scritto con Andrea Sceresini, edito da Chiarelettere.

L'autore sarà a Perugia sabato 14 dicembre, alle ore 17.30, al Tiro a segno nazionale in Borgo XX Giugno, ospite dell'Associazione militari d'Italia in congedo Umbria. Preside l'incontro Andrea Ballerini, membro del direttivo Amiu.

"Un'esistenza degna di questo nome. Cercava questo Danilo Pagliaro quando ventitré anni fa si arruolò nella Legione. A pochi mesi dal congedo, oggi quella vita la rivivrebbe mille volte e con attaccamento e gratitudine ne prosegue il racconto. Non certo per esaltarne le gesta o glorificarne il rischio e l'azione: esibizionismo e retorica non fanno per un legionario. È per smentire le leggende e tacitare mitomani e millantatori che il brigadier-chef torna a scrivere. Racconto dopo racconto, l'immagine della Legione come banda di avventurieri e tagliagole, mercenari e avanzi di galera spregiudicati si scompone -  si legge nel risvolto di copertina del volume - Per lasciar posto alla realtà di un corpo coeso, di uomini che hanno rinunciato al proprio passato e alla propria identità mettendosi al servizio della nazione. Come il brigadier-chef C., ragazzo polacco che alla caduta del Muro è fuggito da freddo e miseria ed è venuto ad arruolarsi, nascosto tra i respingenti dei treni merci; la recluta cinese che si è avventurata nei ranghi senza conoscere una parola di francese; o L., camerata svedese che invece ci è rientrato dopo aver appreso di un suo compagno ucciso e diversi altri feriti sotto il fuoco di un cecchino a Sarajevo, durante la guerra in ex Iugoslavia. Militi che nei territori difficili di Repubblica Centrafricana, Costa d'Avorio e Camerun non vanno per replicare le imprese di Rambo, ma per affiancare la popolazione locale, spesso ricevendo in cambio ostilità. Racconta questo l'ex legionario ai giovani che inseguono il mito della bella morte ma gli chiedono di ferie e licenze, diritti e indennità. E in calce al libro risponde in sintesi alle loro domande più frequenti".

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