Divinità, imperatori e antichi egizi: i segreti di gemme e amuleti che hanno attraversato la storia

Il Manu e la sua direttrice, Luana Cenciaoli, non si stancano di proporre conversazioni di straordinario appeal: 18 luglio alle 18, un eccezionale incontro su gemme e amuleti

Il Manu e la sua direttrice, Luana Cenciaoli, non si stancano di proporre conversazioni di straordinario appeal: 18 luglio alle 18, un eccezionale incontro su gemme e amuleti.

Un vero scrigno di materiali rituali è costituito dalla collezione di Mariano Guardabassi (1823-1880), ospitata al museo, con una messe di oltre 600 gemme e cammei.

Quando si nomina la parola “cammeo” ci si riferisce a un gioiello inciso con particolare raffinatezza. Ed è questo, fra gli altri, il caso di un amuleto del III sec. d.C., raffigurante da un lato Afrodite sul dorso di Psiche, con Eros di profilo su un globo e, dall’altro, Eros e Psiche (foto), uniti in un abbraccio. Insomma: il top dei simboli dell’erotismo valoriale, interpretato al modo, e al mondo, della mitologia greco-latina.

L’incontro – nella sala “Umbri ed Etruschi” del Museo archeologico nazionale dell’Umbria – verte proprio sulla “magia delle gemme”, intese come un rito d’amore tra Egitto e Grecia.

Ne parleranno Árpád M Nagy, gemmologo e direttore del Museo nazionale di Belle Arti di Budapest, e il ricercatore Paolo Vitellozzi, dell’Università di Perugia, cui la città e debitrice per “Mira et magica” del 2010 e del catalogo generale della collezione Guardabassi. In questa singolare raccolta si trovano materiali di vaglia, oltre a un cospicuo gruppo di scarabei etruschi di stile globulare e numerosi intagli e cammei di epoca romana.

I motivi iconografici ricorrenti sono costituiti da immagini di divinità o personaggi del mito, scene di vita quotidiana, soggetti zoomorfi, simboli politici e un interessante repertorio di iscrizioni greche e latine. Ci si trovano anche gemme magiche di età imperiale che furono talvolta impiegate nell’ambito di complessi rituali amorosi e religiosi. Insomma: portare alla conoscenza del pubblico questi tesori è un merito indiscusso della direzione.

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