Visti per Voi - Al Teatro Mengoni di Magione, il talentuoso Luca Argentero propone uno “one man show”

Mescolandole abilmente con l’autobiografia, Luca Argentero narra le storie di tre grandi sportivi,  raccontati sia dal punto di vista umano e antropologico

VISTI PER VOI Al Teatro Mengoni di Magione  Luca Argentero propone un “one man show” e dimostra che non è solo bello ma… pure bravissimo. “È questa la vita che sognavo da bambino”, il più bello spettacolo della stagione.

Mescolandole abilmente con l’autobiografia, Luca Argentero narra le storie di tre grandi sportivi,  raccontati sia dal punto di vista umano e antropologico, che come efficaci metafore di rilevante significato sociale. Tanto da offrire uno spaccato del Paese, dei suoi vezzi e dei suoi vizi, ma anche delle tante, sottaciute virtù.

La prima storia è quella di Luisin Malabrocca, l’uomo che fu incontrastato protagonista della “maglia nera”, per molti disdicevole. Per lui, al contrario, fonte di benessere e simpatia. Fino a farlo diventare un efficace prototipo di antieroe, in un’Italia uscita dalla guerra e abituata alla storica arte dell’arrangiarsi.

Il secondo personaggio è Walter Bonatti, coraggioso alpinista cui fu scippata la vittoria del K2, ma che non rinunciò mai alla sfida contro se stesso e contro coloro che hanno magnificato le proprie gesta con cinica indifferenza verso i diritti degli altri. In nome della verità e della dignità, valori cui non intese mai derogare.

Il terzo personaggio è quello di Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. Un personaggio amato-odiato per le spigolosità del suo carattere ma pieno di leggerezza nella vita e dotato di determinata aggressività sulle piste innevate.

Tre storie completamente diverse, tre personaggi accomunati dalla caratteristica di essere, a loro modo, eroi popolari e antieroi, alla perenne ricerca del senso della vita. E Argentero sollecita il riso e la commozione, con un tono che più antiattoriale non si potrebbe. Il pubblico ne apprezza la misura e la semplicità, frutto di scelte registiche e interpretative di vaglia. Una volta tanto, si vede un teatro di affabulazione scelto per il suo valore, non per il risparmio di spesa che comporta. E Argentero riesce a portare il pubblico “dentro” le storie (una delle quali da lui scritta).

Appendice allo spettacolo. Argentero è testimonial dell’onlus “1 caffè”, un’associazione che si propone di portare  aiuto a chi ne ha bisogno. L’idea si rifà all’abitudine, tutta napoletana, di lasciare un “caffè pagato” per chi arriverà e non potrà permetterselo. Una cosa bella che ha visto molti spettatori mettere nel bussolotto un contributo. Perché offrire un caffè a uno sconosciuto che non può pagarselo acquista un  significato valoriale. Specie in un mondo in cui  trionfano l’egoismo e l’indifferenza.

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