Stefania Chiaraluce, la pittrice più seducente del panorama artistico perugino, si confessa: "Devo tutto a mio padre"

“Cerco solo di esprimere le mie emozioni attraverso parole, materia e colori, tentando di dare un senso ad ogni mia creazione”

Devo tutto a mio padre. Stefania Chiaraluce, la pittrice tuderte, oggi perfettamente inserita nel panorama artistico perugino e nazionale, si confessa.

Le chiediamo ragione della sua poetica.

Dice: “Cerco solo di esprimere le mie emozioni attraverso parole, materia e colori, tentando di dare un senso ad ogni mia creazione”

Da quale percorso provieni?

“Essendo autodidatta, la mia è stata un’evoluzione soprattutto personale, legata al mio intimo sentire, dovuta allo stato d’animo generato da ciò che mi circondava”.

Fai riferimento a maestri ideali?

“Devo sopra ogni cosa ringraziare mio padre, Giovanni Chiaraluce, pittore e scultore del legno, che mi ha trasmesso moltissimo sotto il profilo della vocazione artistica”.

Cosa ti ha insegnato?

“Sono cresciuta assorbendo, attraverso l’esempio, la sua potente carica di Amore per l’Arte. Rimanevo giornate intere ad osservarlo mentre, da un unico pezzo di legno, creava una figura o quando, da una tavola di legno, faceva emergere un paesaggio”

Come sei arrivata alla pittura?

“Nei primi anni ’80, ho avuto la fortuna di partecipare a un corso di ceramica nel laboratorio dell’Artista Piero Dorazio ed è grazie a questa esperienza che ho iniziato la mia ricerca tra materia e colore”.

Una ricerca esaustiva e conclusa?

“Tutt’altro: è in continua evoluzione: mi piace sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali”.

Le tue opere sono piene di colore

“Amo il colore e le sue sfumature perché richiamano le stesse emozioni della vita. Per questo ora dipingo l’astratto, perché tramite i colori tento di trasmettere un messaggio di luce e gioiosità”.

Insomma: un’arte terapeutica?

“Dipingere per me è come sprigionare energia positiva per interpretare la parte bella che è in noi, la positività della vita”.

Sei anche poetessa, vero?

“Cerco di esprimermi anche attraverso le parole, semplici poesie che io chiamo ‘Pensieri ed emozioni’. Non solo gioia, ma anche la rabbia per questo mondo che non migliora e che contrasta coi miei sogni per una società più liberata, uguale e fraterna”.

Ti ritieni arrivata?

“Per niente. L’artista deve essere cosciente del fatto che c’è sempre da imparare, obbedendo a una continua evoluzione della nostra Anima, un bellissimo percorso da scoprire giorno per giorno , senza mai cercare un punto di arrivo. Quando si crede di essere arrivati… inizia la fine”.

Le mostre di Stefania Chiaraluce non si contano.

Riceve nel 2017 l’onorificenza di Maestra d’ Arte “per l’alto messaggio artistico, denso di contenuti umani e sociali”. Altra onorificenza nel 2018: un Riconoscimento Internazionale Patrimonio della Cultura e dell’Arte. Ha esposto in Italia, in Europa e alla Galleria delle Nazioni Unite. È oggi presente a Villa Fidelia (foto) nella mostra “Stati d’Arte”, con opere che documentano il superamento della forma e la necessità di indagare i legami fra natura e colore, fra realtà e sogno.

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