Artista umbro firma opere inedite sul Covid-19: la mostra fotografica alla Galleria Space Mater di Todi

Fase 2 anche per Galleria Space Mater di Todi che da lunedì 18 maggio ha riaperto le proprie porte ai visitatori per il viaggio “Dalla Z alla A”

Fase 2 anche per Galleria Space Mater di Todi (Perugia) che da lunedì 18 maggio ha riaperto le proprie porte ai visitatori per il viaggio “Dalla Z alla A”. Questo il nome della mostra, la prima personale del fotografo Zouhair Bellahmar, giovane artista nato a Todi, borgo che ha spesso lasciato per trascorrere parte della propria vita anche in Marocco, paese natale del papà, e Francia.

Nella Galleria Space Mater, naturalmente accessibile nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, è stata allestita l'esposizione composta da oltre cento scatti: la prima tappa dell'esplorazione nell'arte del trentenne è dedicata al Marocco; prosegue nell'architettura del paese Nordafricano e dell'Italia; e, infine, approda in una serie preziosa di ritratti collocati in un ambiente volutamente domestico, perché i volti e gli sguardi fermati nel tempo da Bellahmar raccontano storie complesse, con cui il visitatore è destinato a sviluppare una profonda empatia.

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La Galleria Space Mater di Todi è guidata dalla giovane imprenditrice culturale Marta Angeli Coarelli, anche lei tuderte, che con Bellahamar collabora praticamente da sempre. Un legame che si rinnova, inevitabilmente, in occasione di questa mostra, arricchita da due opere inedite che hanno realizzato insieme a partire dall'epidemia del Covid-19 e dal dispositivo di protezione individuale per eccellenza, la mascherina. La direttrice della Galleria Space Mater ha anche prestato il proprio volto per una delle due opere: “Non solo la bocca e il naso sono coperti dalla mascherina, ma anche gli occhi, così da dialogare con le origini di Zouhair raccontate nell'esposizione” ha detto Angeli Coarelli, aggiungendo che l'altra opera è “divisa in quadranti regolari per evocare quella libertà di movimento che ci è stata sottratta dall'epidemia. L'opera contiene oggetti reali come le tenaglie e le mascherine, collocate a circa 2,5 centimetri dal vetro che ricopre l'opera come una teca, richiamando il distanziamento sociale e la palese fragilità scoperta con il Covid-19”.

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