Celebrazioni dei defunti a Perugia: ecco tutti gli appuntamenti del 2 novembre

Il 2 novembre a Perugia sono previsti appuntamenti istituzionali per la commemorazione dei defunti. Alle ore 8, a partire da Palazzo dei Priori, rappresentanze dell’Esercito, Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Penitenziaria, della Polizia Municipale e della Polizia Provinciale deporranno corone alle lapidi e ai monumenti in varie località del centro storico della città.

Alle 11 presso il Civico Cimitero si terrà la cerimonia di deposizione delle corone da parte delle autorità al monumento ai Caduti di tutte le guerre, la visita all’ossaia comune, alla tomba del cecoslovacco Matuska, alle tombe dei patrioti caduti della guerra di liberazione, a quelle delle personalità politiche perugine e dei cittadini iscritti all’Albo d’Oro del Comune. Chiuderà le celebrazioni, la Santa Messa alle ore 11,30.

Sempre Lunedì 2 Novembre, alle ore 12 nel piccolo cimitero di Morleschio si svolgerà l’evento commemorativo dei defunti “Pietas, che la terra ti sia lieve” con l’obiettivo di valorizzare piccoli territori dimenticati, destinati al declino e all’usura del tempo. Narra la leggenda che ogni anno, il 2 di novembre, un’anima torni a visitare i cimiteri dei morti senza nome. Quest’anno ha scelto il piccolissimo cimitero di Morleschio a Perugia. E’ la Pietas, che mescola tra le mani la terra dei campi comuni. Non ci sono nomi, solo la divisione tra uomini e donne, bambini e bambine. E di conseguenza né foto, né altri segni di memoria. 

Sono solo persone che non hanno avuto o potuto ricevere un fiore o una preghiera indirizzata al proprio nome, ad un qualsiasi ricordo che i morti tramandano ai vivi.  Dunque neanche la morte è l’attimo di uguaglianza universale. Semmai è l’apoteosi dell’ambiguità. Come nel monologo funebre di Marcantonio alle Idi di marzo, tratto dal Giulio Cesare di William Shakespeare, che la Pietas l’attrice Emanuela Faraglia, reciterà, per commemorare i morti senza nome. Con intermezzi musicali di grande effetto dei musicisti Andrea Ceccomori al flauto e Giacomo Piermatti al contrabbasso.

Un’idea che nasce dall’opera monumentale dell’artista Carlo Carnevali, un vanga alta quattro metri, realizzata per questo piccolo cimitero. Per rivangare il passato, metafora della terra smossa, della terra che seppellisce, della terra che porta alla luce, con la vanga,  da cui rinasce sempre qualcosa, come racconta il cerchio che la sormonta,  nell’eco di Eraclito: “La stessa cosa sono il vivo e il morto, il desto e il dormente, il giovane e il vecchio: questi mutando trapassano in quelli e quelli ritornano a questi”.

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