Diario Festival del Giornalismo: la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa e l’incontro con la Boldrini

Penultimo giorno di questa intensa ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo. Tra i focus del giorno; la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, la leadership in rosa: incontro con la Presidente della Camera Laura Boldrini e i vincitori del premio giornalistico ‘Raccontami l’Umbria’

La penultima puntata di questo immenso viaggio nel mondo delle comunicazioni, dei media, e dei grandi temi internazionali, coincide con l’importantissima data, 3 maggio, Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, indetta dall’Assemblea generale  dell’ONU nel 1993.

Ed oggi più che mai, questa data, in nome della collettività deve essere sentita. Ma quale libertà di stampa, di pensiero e di parole se, Reporters sans frontieres ci riporta che dal 1992 a oggi sono stati uccisi 1054 giornalisti? Non solo inviati di guerra, reporter dagli angoli più impervi e bellicosi del pianeta, ma uomini che hanno portato a galla verità scomode e che hanno pagato il coraggio della verità, con il prezzo della loro vita.

Coraggio è libertà. Ritorsioni, minacce, violenze fisiche, sono solo alcune vessazioni contro chi, nel nome assoluto dell’informazione pubblica, osa travalicare ‘quel’ confine; il confine degli intoccabili, dei potenti. Ma la stampa non è solo lo strumento più funzionale per rendere una società aperta sul mondo, non è solo la testimone oculare delle grandi guerre e dei grandi misfatti; è la libertà di espressione di un individuo, è la libertà di pensiero.

Perugia Today vuole ricordare alcuni di quei nomi di valorosi giornalisti uccisi:

Enzo Baldoni, 2004, strage di Nassyria, Iraq

Maria Grazia Cutuli, 2001, Afghanistan

Vittorio Arrigoni 2011, Gaza

Raffaele Ciriello, 2002, Cisgiordania

Antonio Russo, 2000, Tiblisi, Georgia

Ilaria Alpi, 1994, Somalia

Vittime della mafia: Beppe Alfano, 1993

Mauro de Mauro, 1970

Giuseppe Fava, 1984

Mario Francese, 1979

Le donne, il lavoro, le quote rosa; “La” Presidente della Camera Laura Boldrini

È lei la donna del momento; chiacchierata, discussa, amata, odiata, La Presidente Laura Boldrini si presenta così. La, un articolo femminile davanti ad un nome maschile, una semplice rivendicazione femminile dietro il monopolio politico occupato da sempre dall’uomo, una determinazione culturale, più che lessicale.

Alla Sala dei Notari Alessandra Sardoni  (Omnibus LA7) dialoga con La Presidente, un confronto sentito, appassionato, sulle donne,  il difficile compito della politica, il lavoro. Un lavoro che non c’è e che penalizza fortemente i giovani e le donne. Le quote rosa? Se non ci fossero, non ci sarebbero donne in politica: “ Se il 50% dei cittadini di un paese democratico è composto da donne, deve esserci anche in Parlamento. Le quote rosa sono una garanzia di rappresentanza, se pensiamo che nel nostro Paese solo il 47% delle donne lavora e guadagna meno di un uomo, bisogna abbattere questi muri culturali che in Italia trovano, a dispetto di altri paesi europei, molte più resistenze. Le donne devono esserci, anche nei ruoli di potere e per potere non intendo solo l’accezione negativa del termine, può far del bene anche alla comunità, dipende da come viene usato”.

Per sostenere l’importanza del lavoro rosa, la Boldrini cita Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, che afferma come il Pil di un paese riesca a crescere per mano del lavoro femminile.

Il problema del lavoro “Montecitorio è diventato luogo di protesta, ed è giusto”, ma le istituzioni non devono essere sorde, e per ridare etica al lavoro, la Presidente annuncia che farà in modo che tre o quattro direttive europee finalizzate a ridare dignità al lavoro vengano recepite anche in Italia. “Non siamo più in grado di esportare diritti, ma importiamo erosioni”.

In merito alla libertà di stampa e alla proposta presentata alla Camera dei Deputati da Luigi Di Maio (M5s) per regolamentare entrate e uscite a Montecitorio e limitare l’accesso a giornalisti e lobbisti all’interno del Palazzo, la Presidente afferma: “I giornalisti alla Camera non avranno nessuna restrizione, la libertà di espressione è un valore assoluto, ma ci sarà più controllo”.

Nonostante alcuni giornalisti siano più attenti ai retroscena, che non hai contenuti, la complessità del lavoro parlamentare andrebbe evidenziata, più la stampa è presente, più si fa servizio alla democrazia.

La promessa della Presidente E per tutte quelle donne costrette a rifugiarsi nei centri anti violenza, ci sarà un canale privilegiato per loro nel lavoro? È questa una delle domande più importanti rivolte alla Boldrini dal pubblico. Se la politica deve anche ripartire dal lavoro femminile, questa è sicuramente una questione urgente.

Ora servono risposte.

Raccontami l’ Umbria, i finalisti di questa edizione

L'edizione di quest'anno ha raccolto la candidatura di 81 giornalisti tra i più famosi di tutto il mondo, tra i quali appartenenti al Washington Post , al Huffington Post e al New York Times. A promuoverlo la Camera di Commercio di Perugia a di Terni per premiare i video e gli articoli che hanno contribuito a valorizzare il patrimonio culturale, artistico, ambientale e produttivo della regione Umbria.

La premiazione è avvenuta stamane al Centro servizi G. Alessi, è stato il giornalista e scrittore Dennis Redmont ad annunciare i finalisti: per la sezione “Social” il premio va a Carmen De Simone e Umbria Take Away, Per la sezione “Stampa” il 1° posto ad Anthony Faiola di Washington Post, con “The High Life”, II 2° posto a Luca Bergamin di La Stampa (nel suo pezzo racconta un tracciato tra Spoleto e Norcia), il 3°posto a Marilisa Zito con "In Viaggio". Per la sezione “web” il 1°posto a Yavuz Baydar di Huffingtonpost.com con “40 years on, Umbria Jazz Acctracts” , II 2° posto è stato assegnato a Rita Bertazzoni del Corriere della sera con “Umbria Francescana i piaceri semplici al fresco degli ulivi” II 3° posto è stato assegnato a Elena Barassi di lavocedinewyork.com con “la Città di Orvieto”. 

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