Torna lo storico palio Arnense a Ripa, dal 18 al 21 giugno

La ricorrenza nei primi anni del 1600 venne strutturata in maniera particolare, tanto da risultare unica nel suo genere. Essa, infatti, era articolata in due momenti: il primo, rispettando il calendario liturgico canonico, si celebrava in maniera contenuta il 17 Gennaio; il secondo, più ricco e sfarzoso, si svolgeva il 13 Giugno (festa di S. Antonio da Padova) e prevedeva una solenne processione, con la statua di S.Antonio Abate, alla quale partecipavano tutti i mezzadri con i loro animali; al termine della cerimonia veniva dato ai partecipanti una ciotola di vino ed una pagnottina di pane bianco detta “cacchiata” .

Il resto della giornata festiva vedeva la gente, come ogni domenica, divertirsi, con i giochi popolari della morra e del lancio della forma del formaggio. La festa veniva realizzata grazie al denaro ricavato dalla vendita dei prodotti (grano, vino, olio, lana e uova) che i due priori del Santo, nominati, uno per parrocchia, andavano ad “accattare col canestro ” presso le case dei coloni.

A questa ricorrenza, particolarmente sentita dagli agricoltori, partecipavano, a volte, anche i nobili proprietari terrieri che detenevano poderi a Ripa e nel territorio circostante, che un tempo apparteneva alla città umbro - etrusco - romana di Arna (da qui il nome del Palio). Sicuramente erano presenti i principali esponenti della nobile famiglia Ansidei, la quale, possedeva a Ripa un palazzo, case ed innumerevoli poderi. A questa ricorrenza, particolarmente sentita dagli agricoltori, partecipavano, a volte, anche i nobili proprietari terrieri che detenevano poderi a Ripa e nel territorio circostante, che un tempo apparteneva alla città umbro - etrusco - romana di Arna (da qui il nome del Palio). Sicuramente erano presenti i principali esponenti della nobile famiglia Ansidei, la quale, possedeva a Ripa un palazzo, case ed innumerevoli poderi.

Grazie a queste notizie storiche , la pro loco di Ripa, ripropone ormai da oltre 20 anni la manifestazione nella quale sono sapientemente mescolati elementi della tradizione religiosa del mondo contadino con quelli della rievocazione storica. A tale scopo il paese, nuovamente diviso nelle due antiche parrocchie della Pieve e di S.Emiliano (dette mezzieri), si immerge nel passato animandosi con i colori, i profumi, i sapori (nella taverna) ed i personaggi di quel lontano periodo di fine rinascimento. I vicoli e le piazzette del castello di Ripa, per quattro sere, tornano ad animarsi di nobili e popolani che, dopo aver ringraziato il Santo per le sue intercessioni a favore del buon andamento agricolo sfilano (oltre cento figuranti), per le vie del castello di Ripa , sino al “Campo della Lizza” dove i campioni delle due contrade si sfidano nei giochi popolari del tempo.

La domenica sera, dopo la Cavalcata di S.Antonio (passeggiata a cavallo lungo alcuni sentieri del territorio arnate), i più aitanti giovani delle due fazioni si sfidano nella “ CORSA DE L’ACCATTO “ con il canestro che ripropone, a mo’ di competizione, la raccolta che facevano i due priori di S.Antonio quando, aiutati da robusti ragazzotti, andavano per le case della campagna ad "accattare" raccogliere con delle grosse ceste prodotti agricoli (grano, vino, olio, lana, uova) che poi venivano rivenduti per fare la festa del santo.

La taverna propone piatti che si rifanno a quelli del rinascimento testati dal noto storico della cucina Prof. Salvatore Pezzella e realizzati dallo Scalco (cuoco) Mastro Alessandro Bovini. Inoltre, già da alcuni anni, i piatti proposti sono realizzati con prodotti locali a Miglia 0 (Km 0 campagna di rispetto per l’ambiente).

A fare da cornice a tutto ciò c’è il castello di Ripa, gioiello architettonico del XIII° secolo che, opportunamente illuminato e imbandierato, offre i suoi vicoli per due significative mostre. ArnAgroturistica nella quale vengono presentati i prodotti agro-alimentari del territorio e le aziende che operano accoglienza agrituristica. Vicoli in…arte con mostre di opere di artisti provenienti da varie parti del mondo e opere realizzate dagli alunni dell’istituto d’arte di Perugia e dai ragazzi dell’Istituto Serafico di Assisi.

L'anno passato il Palio si è concluso con un'inedita assegnazione ex-aequo, a causa dell'impossibilità di stabilire un vincitore nonostante i due priori abbiano rivisto più volte le immagini disponibili: anche per questo motivo, la rivalità e la voglia di superarsi sarà più viva che mai, motivo in più per non perdersi questa nuova edizione del Palio Arnense.

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