"Mio angelo di cenere" in scena a Villa di Montebuono: i nomadi raccontati da Mariella Mehr

  • Dove
    Villa di Montebuono
    Indirizzo non disponibile
    Magione
  • Quando
    Dal 13/09/2016 al 13/09/2016
    Dalle ore 20
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Lo spettacolo Mio angelo di cenere è un progetto teatrale e musicale nato dai testi di Mariella Mehr, poetessa e romanziera svizzera, di etnia Jenish, da sempre impegnata nella denuncia delle discriminazioni subite dal suo popolo e da lei stessa a causa di un programma promosso dal governo svizzero, nel secondo dopoguerra, nel tentativo di normalizzare e sedentarizzare i figli delle famiglie di etnia nomade strappandoli alle loro famiglie di origine.

L’intenso spettacolo che Fabio Turchetti, autore della pièce, presenta martedì 13 settembre alle ore 20.00 a Montebuono, nasce dalla storia che M.M. racconta nelle sue poesie e nel romanzo “labambina”. Narra il vagabondare da una famiglia affidataria all’altra, dei tentativi di ribellione, delle violenze e discriminazioni subite negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

Messe in musica da Turchetti, che le suonerà in scena (fisarmonica e chitarra) con Luca Garlaschelli (contrabbasso e tromba) e Luca Congedo (flauto), le parole di Mariella Mehr magistralmente interpretate da Daniela Coelli, nota attrice cremonese, acquistano talvolta la forza delle musiche gitane: languide, tragiche e festose scandiscono i tempi dello spettacolo illuminato da bellissime immagini visionarie elaborate da Hermes Mangialardo. 

Chiediamo a Bruno Marchini, presidente di Famiglia Nuova, il perché di questa scelta: "Mio Angelo di Cenere è uno spettacolo di straordinaria forza emotiva che la Cooperativa Famiglia Nuova vuole offrire al pubblico del territorio umbro per ribadire l’impegno che si è assunta fin dalla sua fondazione, 35 anni fa a Lodi, di stare dalla parte giusta, per noi la parte dei più deboli".

Perché a Montebuono? "Perché tutti i giorni a Montebuono, nella comunità terapeutica, il direttore Paola Cinieri con la sua équipe, promuovono percorsi di narrazione individuale, sia strutturati che fuori setting, per favorire la trasformazione delle brutture introiettate da chi ha vissuto dipendenze problematiche, profilando con le risorse individuali degli ospiti della comunità nuove progettualità di vita. Un po' come Mariella ha saputo fare con la propria storia".

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